Filobus, tra Comune e Sirti tensione ancora molto alta

Mentre a breve partirà una linea per Giorgilorio, con 21 corse giornaliere, sul fronte filobus ancora nebbia all'orizzonte: in vista dell'incontro della prossima settimana la Sirti respinge le accuse

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LECCE - Prima le buone notizie. Dopo le sollecitazioni e le petizioni dei mesi scorsi, per i pendolari che ogni giorno fanno la spola tra Giorgilorio e il capoluogo, la mobilità sarà forse più facile e conveniente. Una linea di trasporto urbano è stata infatti istituita appositamente per venire incontro alle esigenze dei residenti nella frazione ma anche di coloro che lavorano presso il centro commerciale che sorge a ridosso della superstrada per Brindisi. Il servizio sarà attivato a giorni.

Saranno ventuno - come ha assicurato il consigliere del Pdl Vittorio Solero - le corse giornaliere, tra le 8 e le 21. E, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale di Lecce, questo è solo il primo di una serie di collegamenti tra il capoluogo i centri dell'hinterland. Si tratta di Novoli, Lizzanello, San Cesario, Lequile, San Pietro in Lama, Surbo, Arnesano, Monteroni, Cavallino e San Cesario. Da Palazzo Carafa assicurano che un incontro con i sindaci interessati c'è già stato: "E' il primo risultato - ha detto Ripa - del progetto varato dall'assessorato ai trasporti del Comune di Lecce unitamente ai comuni limitrofi e che punta ad un collegamento radiale del capoluogo salentino con i centri vicini attraverso le linee urbane"

Questo provvedimento rientra nella strategia volta a scoraggiare il ricorso all'automezzo privato da parte di cittadini, studenti e lavoratori che quotidianamente si riversano su Lecce congestionando le vie d'accesso principali, complice anche uno scarso senso civico della maggior parte degli automobilisti.

Decisamente più delicato e irto di spine il percorso che dovrebbe portare alla partenza del filobus. E che trova il suo principale palcoscenico, da dicembre, nelle aule di tribunale. Se il Comune di Lecce ha notificato alla Sirti, a metà del mese scorso, una lettera di diffida per l'attivazione del pre esercizio entro 15 giorni (termine caduto nel vuoto), minacciando un'azione di risarcimento anche per il rinvio della messa in funzione oltre a quella, già messa nero su bianco per il ritardo nella consegna dell'opera, l'azienda milanese - che a sua volta ha chiesto 5 milioni e settecentomila euro per i lavori realizzati e non ancora pagati - tiene il punto e fa sapere di non essere tenuta, in base al contratto stipulato, a quanto richiesto da palazzo Carafa.

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La prossima settimana è previsto un incontro tra il sindaco Paolo Perrone e i rappresentanti della società che è capofila del consorzio di imprese che hanno realizzato le infrastrutture per il filobus.

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