Cronaca

“Final Blow” su mafia, droga ed estorsioni: quasi 5 secoli di reclusione per 54 imputati

E’ arrivato il verdetto nel maxi processo discusso con il rito abbreviato per le persone coinvolte nell’inchiesta che il 26 febbraio del 2020 fece tremare la criminalità organizzata di Lecce e provincia. Otto le assoluzioni

LECCE - Quasi cinque secoli di reclusione sono stati inflitti dal giudice Giulia Proto nel maxi processo scaturito dall’inchiesta “Final Blow”, un vero terremoto per la criminalità organizzata della città di Lecce e della sua provincia partito il 26 febbraio del 2020 con il blitz degli agenti della squadra mobile. Furono 72 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Simona Panzera con le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga, spaccio, ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d'azzardo.

Oggi è arrivato il verdetto nei riguardi dei 62 imputati che avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato: 4 anni che vanno ad aggiungersi ai 20 di una precedente condanna a Cristian Pepe, 36 anni, di Lecce; 24 anni, ma in continuazione a una precedente sentenza di condanna a 20, divenuta irrevocabile nel 2019, a Pasquale Briganti, detto “Maurizio”, 51, di Lecce; 14 anni e 4 mesi a Santo Gagliardi, 55, di Lecce; 7 anni per Debora Buscicchio, 30, di Lecce; 20 anni per Luigi Buscicchio, 63 anni, di Lecce; 18 anni ad Andrea Cafiero, 29, di Lecce; 10 anni per Cristian Calosso, 34, di Lecce; 5 anni e 4 mesi, più 1.800 euro di multa, per Stefano Castrignanò, 33, di Lecce; 8 anni e 6 mesi a Stefano Garrisi, 32, di Caprarica di Lecce; 4 anni, più 1.400 euro di multa, ad Antonio Giannone, 46, di Vernole; 18 anni e 8 mesi a Manuel Gigante, 39, di Lecce; 8 anni a Leandro Greco, 41, di Lecce; 14 anni a Maurizio Greco, inteso “belva”, 54, di Lecce; 6 anni e 8 mesi a Rita Greco, 78, di Lecce; 14 anni a Paolo Guadadiello, 33 anni, originario di Lecce ma residente a Torchiarolo; 2 anni e 8 mesi, più 6mila euro di multa a Vincenzo Luigi Lanzillotto, 40, di Galatone; 13 anni e 8 mesi a Luigi Lazzari, 45, di Lizzanello; 9 anni e 4 mesi a Francesco Leo, 35, di Caprarica di Lecce; 15 anni ad Antonio Leto, 30, di Caprarica; 14 anni a Vito Manzari, 61, residente a Lecce;; 7 anni, più 30mila di multa, a Giuseppe Marzano, 54, di Galatone; 7 anni a Graziano Mazzarelli, 29, di Lecce; 7 anni e 8 a Luciano Mazzei, 32, di Calimera; 8 anni a Mario Miccoli, 50 anni, di Lecce; 16 anni a Stefano Monaco, 30, di Copertino; 15 anni e 4 mesi a Sebastiano Montefusco, 47, di Galatone; 14 anni a Gianluca Negro, 35 anni, di Surbo.

E ancora: 8 anni e 8 mesi a Giovanbattista Nobile, 35, di Lecce; 18 anni e 8 mesi a Valentino Nobile, 30, residente a Giorgilorio (Surbo); 10 anni a Gianluca Palazzo, 45, di Lecce; 7 anni e 8 mesi a Francesco Panese, 25 anni, di Calimera; 20 anni a Antonio Marco Penza, 37, di Lecce; 8 anni e 8 mesi a Vito Penza, 34, di Lecce; 20 anni a Antonio Pepe, inteso “Totti” o “zio” o “mesciu Pietro”, 59, di Lecce; 8 anni a Ruggero Perrotta, 45, di Melendugno; 10 anni a Shkelzen Pronjaj, 35 anni, albanese, residente a Merine (frazione di Lizzanello); 7 anni e 8 mesi a Gabriele Russo, 28, di Galatone; 12 anni a Guerino Russo, 49, di Galatone; 10 anni e 8 mesi a Vincenzo Stippelli, 42, di Squinzano; 8 anni a Luigi Vergine, 46, di Campi Salentina; 4 anni, più 18mila euro di multa a Susanna Vonghia, 54, di Galatone; un anno e 4 mesi, più 24mila euro di multa, a Marco Balloi, 40 anni, di Surbo; 3 anni, più 14mila euro di multa, ad Antonio Leo, 33 anni, di Caprarica; un anno e quattro mesi di reclusione (col beneficio della pena sospesa) a Daniele Balloi, 38, di Melendugno; 4 anni e 8 mesi, più 14mila euro di multa, a Riccardo Buscicchio, 49 anni, di Lecce; 6 anni e 6 mesi, più 40mila di multa, a Cengs De Paola, 45, di Acquarica Del Capo; 3 anni, più 14mila euro di multa, a Michele Lo Deserto, 51, di Lecce; 4 anni e 6 mesi, più 24mila euro di multa, a Luca Longo, 46, di Lecce; 4 anni e 6 mesi, più 20mila euro di multa, a Mattia Marzano, 29 anni, di Galatone; 3 anni, più 14mila euro di multa, a Vincenzo Modesto, 30, di Squinzano; 3 anni, più 14mila euro di multa, a Nadia Pispero, 50, di Taurisano; 4 anni, più 20mila euro di multa, a Roberto Patera, 42 anni, di Nardò; 3 anni, più 14mila euro di multa, a Daniele Monaco, 34, di Lecce; 4 anni, più 20mila euro di multa, a Salvatore Stefanizzi, 31, domiciliato a Casalabate (frazione di Trepuzzi/Squinzano).

In otto sono stati assolti: Salvatore Cicoria, 51 anni, di Carovigno “perché il fatto non costituisce reato”; Gianni Lementini, 38, di Torchiarolo, “perché il fatto non sussiste”; Emanuele Portulano, 21, di Lecce, “perché il fatto non costituisce reato”; Paolo Ramundo, 35, di Leverano, “per non aver commesso il fatto”; Franco Tamborino Frisari, 40, di Maglie, “per non aver commesso il fatto”; Marco Ramundo, 31, di Leverano, “per non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”; Cristian Urso, 44, di Lizzanello, “perché il fatto non sussiste per inutilizzabilità della prova”; Antimo Marzano, 36, di Galatone, “per non aver commesso il fatto”.

Le indagini

Stando alle indagini condotte dal pubblico ministero Giovanna Cannarile, nell’associazione mafiosa, a ricoprire il ruolo di dirigenti, promotori e organizzatori, nei rispettivi luoghi di competenza sarebbero stati Cristian e Antonio Pepe, Cengs de Paola, Luigi Vergine, Marco Antonio Penza, Pasquale Briganti e Saulle Politi. Ma quest’ultimo, accusato di aver continuato a dirigere dal carcere il gruppo di Monteroni, attivo oltre che nel settore della droga, anche nel gaming, nella vendita del caffè e di macchinette per la distribuzione di bevande, intervenendo con funzioni di mediazione in caso di contrasti, uscì poi di scena.

All’esito dell’udienza preliminare, il giudice Proto dispose nei suoi riguardi il proscioglimento, su richiesta dello stesso pm. In una memoria, i suoi avvocati, Laura Minosi e Pasquale Annicchiarico, avevano fatto presente che Politi fosse già stato giudicato per gli stessi episodi in un altro processo, quello scaturito dall’inchiesta “Labirinto”.

I patteggiamenti

Avevano già chiuso il loro conto con la giustizia, patteggiando la pena, altre 23 persone coinvolte nello stesso procedimento.

In particolare, lo scorso novembre, in 13 concordarono la condanna con il giudice Giovanni Gallo: 4 anni e mezzo, più 30mila euro, Dario Calogiuri, 40 anni, di Melendugno; 4 anni, più 26mila euro di multa, Stefano Guadadiello, 36, di Squinzano; tre anni e quattro mesi, più 15mila euro di multa, in continuazione a una precedente sentenza, Alvaro Basi, 28enne albanese, residente a Lecce; 2 anni e 8 mesi, più 14mila euro di multa, Gennaro Hajdari, 37, residente nel campo Panareo di Lecce; 4 anni e 4 mesi, più 26mila euro di multa, Fabio Lanzillotto; 4 anni e 4 mesi, più 24mila euro di multa, Raffaela Lo Deserto, 54, di Leverano; 3 anni e sei mesi e 800 euro di multa, Diego Miglietta, 41, di Cavallino; 4 anni e 4 mesi, più 36mila euro di multa, Andrea Pepe, 64, di Lecce; 4 anni e 10 mesi, più 34mila euro di multa, Fabio Pepe, 47, di Lecce; 4 anni e mezzo, più 30mila di multa, Giovanni Persano, 39 anni, di Lecce; 4 anni e mezzo, più 36mila di multa Paolo Pici, 51, di Lecce; 4 anni e 10 mesi, più 34mila euro di multa, Andrea Saponaro, 29 anni, di Lecce; 4 anni e 20mila euro di multa Giuseppe Sammito, 41enne di Otranto.

Risale, invece, al 19 gennaio, la sentenza di patteggiamento emessa dal giudice Cinzia Vergine nei riguardi di altri dieci imputati: 5 anni, più 50mila euro di multa, per Angelo Brai, 47 anni, di Merine di Lizzanello; 2 anni di reclusione, più 8mila euro di multa, per Riccardo Cozzella, 33, di Trepuzzi; 3 anni e mezzo, più 27mila euro di multa, per Nicolas De Dominicis, 23, di Vernole; 8 mesi (pena sospesa) per William De Santis, 19 anni, di Lecce; 3 anni, quattro mesi, più 24mila euro di multa per Anna Lo Deserto, 57, di Lecce; 2 anni e 8 mesi di reclusione, più 12mila euro di multa, per Stefano Martina, 30, di Leverano; 4 anni e 6 mesi, più 45mila euro di multa, per Cristian Salierno, 37, di Lecce; 4 anni e 6 mesi, più 26mila euro di multa, per Luca Vantaggiato, 35 anni, di Lizzanello; 4 anni e 2 mesi, più 22mila euro di multa, per Francesco Portulano, 61, di Lecce; 3 anni, più 45mila euro di multa, per Samuele Prete, 25 anni, di Galatone.

Per altre tre persone, che non avevano fatto istanza di riti alternativi, il processo si celebrerà con rito ordinario dinanzi ai giudici della seconda sezione penale: Salvatore Bruno, 53 anni, di Lizzanello; Manola Buscicchio, 31, di Lecce; Antonio Murrone, 58, di Lizzanello. Sarà giudicato, sempre in ordinario, (ma in un processo che lo vedrà unico imputato), Antonio Cannoletta, 44, di Lecce, che aveva chiesto il giudizio immediato.

La difesa

Le motivazioni della sentenza emessa oggi dal giudice Giulia Proto saranno depositate entro novanta giorni e i legali degli imputati, una volta che avranno avuto modo di visionarle, potranno valutare il ricorso in appello.

Fanno parte del pool difensivo, gli avvocati: Raffaele Benfatto; Giuseppe Presicce; Rita Ciccarese; Marco Caiaffa; Donata Perrone; Carlo Viva; Luigi Corvaglia; Giancarlo Dei Lazzaretti; Ladislao Massari; Laura Bruno; Umberto Leo, Mariangela Calò; Pantaleo Cannoletta; Carmen Castellana; Salvatore Rollo; Dario Congedo; Antonio Savoia; Gabriele Valentini; Cosimo D'Agostino, Alessandro Stomeo; Francesco Calabro; Laura Minosi; Fabio Corvino; Paolo Rizzo; Vincenzo Pennetta; Silvio Verri; Ilenia Toma; Roberto De Mitri Aymone; Paola Scarcia; Maria Azzurra Ciccarese; Vincenzo Perrone; Ivan Feola; Anna Inguscio; Benedetto Scippa; Germana Greco; Silvio Giardiniero; Giovanni Valentini; Andrea Capone; Francesco Stanca; Francesco Fasano; Carlo Caracuta; Massimo Muci; Paolo Cantelmo; Carlo Sariconi; Giuseppe De Luca; Luigi Rella; Maria Scardia; Tommaso Donvito; Anna Lisa Prete; Roberto Pascariello; Mario Coppola.

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