“Final Blow”, Totti Pepe tace davanti al gip. Parlano solo due degli arrestati

Proseguono gli interrogatori disposti nell’ambito dell’operazione che tre giorni fa ha inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata locale. Tace, a Vibo Valentia, il 56enne leccese ritenuto tra i vertici del clan

LECCE - Terza giornata di interrogatori quella di oggi nel carcere di “Borgo San Nicola”, dove davanti al giudice Simona Panzera sono apparsi gli arrestati finiti nell’inchiesta “Final Blow”.

Sono rimasti tutti in silenzio, eccetto Angelo Brai, 27enne residente a Lecce, che ha risposto alle domande del gip, e Roberto Patera, 41enne di Nardò. Quest’ultimo (alla presenza dell’avvocato Massimo Muci) ha respinto categoricamente il suo coinvolgimento in una cessione di sostanze stupefacenti, avvenuta il 5 marzo del 2018, sostenendo di aver dato solo un passaggio in auto a un altro degli indagati.

Marco Penza, 36enne di Lecce (difeso dall’avvocato Pantaleo Cannoletta), pur avendo deciso di sottrarsi al confronto, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee per scagionare il fratello Vito, di 33 anni. Quest’ultimo si è avvalso della facoltà di non rispondere. La stessa scelta è stata fatta anche da: Antonio Pepe, detto Totti (assistito dall’avvocato Donata Perrone). Il 59enne di Lecce, già condannato due volte per mafia e che, per l’accusa, avrebbe continuato a svolgere funzioni direttive e organizzative del clan, è stato ascoltato per rogatoria a Vibo Valentia; Gianluca Palazzo, 44enne di Lecce; Paolo Pici, 50enne di Lecce; Gianluca Negro, 34enne di Lecce (difesi dall’avvocato Cannoletta); Graziano Mazzarelli, 28enne di Lecce (con l’avvocato Francesco Calabro); Vito Manzari, 61enne residente a Lecce (assistito dall’avvocato Benedetto Scippa); Raffaela Lo Deserto, 54enne residente a Leverano (difesa dall’avvocato Anna Inguscio). E ancora da: Guerino Russo, 48enne, e Gabriele Russo, 27enne, entrambi residenti a Galatone (difesi dagli avvocati Raffaele Benfatto e Maria Scardia); Vincenzo Luigi Lanzillotto, 39enne di Galatone (con l’avvocato Roberto De Mitri Aymone); Stefano Garrisi, 32enne residente a Caprarica di Lecce (difeso dall’avvocato Silvio Verri) che al momento dell’arresto si trovava in Inghilterra e si è costituito ieri;  Shkelzen Pronjaj, 35enne albanese, residente a Merine di Lizzanello (con l’avvocato Tommaso Stefanizzo).

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Domani dovrebbero terminare gli interrogatori delle persone in carcere, e da lunedì iniziare quelli di chi è ai domiciliari.

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