Cronaca

E' la fine di un incubo: Christian Obodo torna libero grazie a un blitz

Il calciatore del Lecce, rapito sabato mattina a Warri, in Nigeria, è stato liberato senza alcun riscatto dall'intervento della polizia e dell'esercito. Arrestate tre persone coinvolte. Il primo commento: "Ringrazio Dio"

LECCE – Si è conclusa al meglio la brutta avventura di Christian Obodo, centrocampista dell’Udinese in prestito a Lecce fino al prossimo 30 giugno, che era stato rapito sabato mattina a Warri, in Nigeria da un gruppo armato. Secondo le fonti locali, il calciatore sarebbe stato liberato in blitz della polizia dello Stato del Delta e dell’esercito, senza il pagamento di alcun riscatto.

Sarebbero, invece, tre le persone ritenute responsabili del sequestro ed arrestate nel corso dell’operazione, come ha raccontato all’Ansa il fratello Kenneth. Secondo quanto si è appreso, la banda di sequestratori era composta da cinque persone.

"Ringrazio Dio, per ora non posso dire nient'altro” sono, invece, state le prime parole di Obodo. Il 28enne centrocampista era stato sequestrato davanti a una chiesa di Effurun, nei pressi di Warri, e i rapitori avevano chiesto 150 mila euro per rilasciarlo. Le avvisaglie che la situazione stesse per assumere una piega positiva si erano avute fin dalla mattina.

Diversi quotidiani nigeriani avevano raccontato della creazione di una squadra mista di agenti di polizia, militari dell'esercito e gruppi di sicurezza locali che stavano perlustrando a tappeto alberghi, pensioni, boscaglie e coste. I capi della polizia si erano anche sbilanciati, assicurando che contavano di raggiungere un epilogo felice, senza pagamento di riscatto e con il calciatore sano e salvo.

 

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