Centinaia di truffe fruttavano un tesoro ogni mese: la mente, un 30enne salentino

Tra i destinatari delle ordinanze cautelari ed eseguite oggi dai carabinieri di Torre Annunziata anche il leccese Luigi Intrepido: si fingeva maresciallo dell'Arma per ottenere finte ricariche telefoniche. Il volume d'affari, su base mensile, era di circa 30mila euro

I carabinieri di Torre Annunziata (@TM News/Infophoto).

LECCE – Un’indagine partita nel mese di aprile ha portato all’arresto di un 30enne della provincia di Lecce, considerato l’ideatore di un gruppo che truffava decine di persone attraverso il sistema delle ricariche di denaro on line: le vittime pensavano di versare denaro per una telefonica - come gli veniva spiegato -, ma il denaro invece finiva nelle tasche degli organizzatori e dei promotori dell'organizzazione.

Luigi Intrepido è finito in manette con altre 14 persone mentre per altre due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Lo riferisce un’agenzia Ansa a proposito di un’operazione della Procura di Torre Annunziata sulla base di indagini condotte dai carabinieri del grosso centro in provincia di Napoli, partite dalle tante segnalazioni giunte ai colleghi della stazione di Boscoreale e concluse nell’aprile scorso.

Ai 17 indagati viene contestato, a vario titolo, di aver dato vita ad un’associazione a delinquere attiva in tutta Italia, finalizzata alla commissione di truffe, sostituzione di persona, indebito utilizzo di carte di credito e falsità ideologica commessa da privato. Il giro d’affari del meccanismo escogitato sarebbe di circa 30mila euro al mese, per ben mille e 400 reati, di cui la metà in soli quattro mesi.

Intrepido, ritenuto la mente dell’organizzazione, prendeva contatto con le vittime del raggiro, spesso titolari di piccoli esercizi commerciali, spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri – in questo aiutato da una cadenza non certo campana – e non avrebbe avuto troppe difficoltà ad ottenere passaggio di denaro on line su Postepay o su altre tessere intestate a membri della banda. In alcuni casi l’importo superava i mille euro. L’attività dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata ha permesso di evitare che altri commercianti, già contattati dal sodalizio, cadessero nella rete della truffa. 

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