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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Finì in carcere per estorsione, ma per i giudici è innocente

E’ stato assolto con formula piena Antonio Cannoletta, arrestato nel gennaio del 2020 con l’accusa di aver intimidito un commerciante a consegnargli denaro. La pm aveva chiesto 12 anni, ma per la sentenza “il fatto non sussiste”

LECCE - Si proclamò innocente sin dal momento dell’arresto, attraverso i suoi avvocati difensori Pantaleo Cannoletta e Lucia Longo, respingendo con fermezza l’accusa di aver estorto denaro a un commerciante e alla fine, dopo quasi un anno, i giudici gli hanno dato ragione.

E’ stato un verdetto di assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste” quello emesso ieri sera dal collegio della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (composto dal presidente Stefano Sernia e dai colleghi Edoardo D’Ambrosio e Bianca Maria Todaro) nei riguardi di Antonio Cannoletta, 44enne di Lecce.

Riguardo alla sua colpevolezza, non aveva dubbi la pubblica accusa, rappresentata dalla pubblica ministera Giovanna Cannarile, tanto da chiedere una condanna a 12 anni di reclusione.

Le motivazioni non sono ancora note, ma la difesa - che certa dell’innocenza dell’uomo chiese e ottenne il giudizio immediato - ha cercato di dimostrare come a monte, ci fosse un legittimo accordo commerciale legato alla compravendita di fuochi d’artificio: il commerciante avrebbe acquistato, con  soldi in parte anticipati dallo stesso Cannoletta, materiale pirotecnico a Napoli, del tipo lecito, da rivendere durante le festività, nel Salento, alle bancarelle autorizzate. Insomma, la somma di mille euro che la presunta vittima consegnò all’imputato e a Manuel Gigante, 39enne leccese, sarebbe stata una parte del denaro dovuto e non oggetto di estorsione.

Certo è che, al momento della consegna presso la stazione di servizio Eni di Cavallino, spuntarono i carabinieri della stazione locale e della sezione operativa dell’Arma del capoluogo, ai quali aveva chiesto aiuto l’imprenditore. Stando alla sua denuncia, sia Gigante che Cannoletta più volte, fra capodanno e il 7 gennaio del 2020, l’avrebbero intimidito non solo verbalmente, in un paio di occasioni l’avrebbero persino picchiato.

Così, i presunti aguzzini finirono in carcere, ma i procedimenti presero strade diverse: quello di Gigante confluì nel processo con rito abbreviato nato dalla maxi operazione “Final Blow” condotta dalla squadra mobile di Lecce, che si è concluso, lo scorso 11 giugno, con la sua condanna a 18 anni e 8 mesi.

Cannoletta, invece, come anticipato, chiese di sostenere immediatamente il processo nel quale è stato assolto.

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