Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Finito nei guai per tentata truffa, ora ritorna in carcere per evasione

Un 34enne di Nardò ai domiciliari, scoperto dal commissariato: non avrebbe rispettato gli orari di permesso per lavorare

L'uomo avrebbe dovuto lavorare in campagna.

NARDO’ – Tre anni or sono era passato alla storia per una serie di tentativi di truffe alle assicurazioni. L’indagine che era nata da una dettagliata denuncia, aveva portato al suo arresto. Ora, per Daniele Calò, 34enne di Nardò, si riaprono le porte del carcere di Lecce. Questa volta l’accusa è di evasione dagli arresti domiciliari.

Ma c’è dell’altro. Gli agenti di polizia del commissariato locale, diretto dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, stanno continuando a indagare sul suo conto perché vogliono vederci chiaro su una serie di furti in abitazione avvenuti nella zona in cui risiede e in orari pressappoco coincidenti con le sue uscite.

Destinato, come detto, ai domiciliari, per scontare una serie di pene, per un anno aveva avuto il permesso di allontanarsi da casa due ore al giorno, in modo da svolgere alcuni lavori in campagna. La circostanza che in quella zona avvenissero piccoli furti, ha portato gli agenti del commissariato a seguire da vicino i suoi movimenti.

Non c’è al momento alcuna certezza, sul suo conto, che possa aver realmente eseguito quei furti o avervi partecipato in qualche modo, ma seguirlo ha comunque dato i suoi frutti. E i guai non sono mancati: i poliziotti avrebbero comunque accertato, infatti, il mancato rispetto degli orari stabiliti. In alcune occasioni non si sarebbe nemmeno recato in campagna, come prescritto, e in un’altra avrebbe anche opposto resistenza al controllo. Tutte circostanze che hanno indotto il commissariato a richiedere l’arresto, accordato dall’autorità giudiziaria. Ora si trova a Borgo San Nicola.

MOD calò daniele-3Fra i precedenti per cui è ricordato, uno risalente, come detto, al 2013. Nell’occasione furono i carabinieri della stazione di Nardò ad ammanettarlo, con l’accusa di tentata truffa a danno delle assicurazioni. L’indagine nacque dalla denuncia depositata da un’agenzia, riguardante alcune strane richieste di risarcimento per danni a seguito di incidenti d’auto sofferti da terzi passeggeri.

Le stranezze, infatti, nascevano da alcune minime anomalie nella compilazione della constatazione amichevole di incidente, e dai certificati medici rilasciati dall’ospedale di Nardò. Nel corso delle indagini emerse che Calò, dopo aver scoperto l’esistenza di un sinistro stradale ed averne appreso alcuni elementi (l’orario approssimativo, i mezzi coinvolti, le persone alla guida dei mezzi) si sarebbe presentato per richiedere alla sua assicurazione il risarcimento di danni fisici quale terzo trasportato.

In buona sostanza dichiarava di essere rimasto ferito (con tanto di certificato medico) nel corso del medesimo incidente, poiché a bordo dell’auto tamponata. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di smascherare questo tentativo di truffa proprio analizzando le constatazioni amichevoli (che non riportavano assolutamente la presenza del Calò), i certificati medici presentati (a volte addirittura precedenti l’orario dell’incidente) nonché le dichiarazioni dei testimoni di uno dei sinistri,  che attestavano con assoluta certezza l’assenza di terzi trasportati.

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