Cronaca

Documenti, assegni e parcelle falsi. Si finge avvocato per anni ma finisce nei guai

Un 37enne di Trepuzzi, sprovvisto di laurea, si è spacciato, per sette anni, per il legale di una donna del posto. L'avrebbe difesa davanti al ministero della Sanità, a causa di una trasfusione di sangue infetto avvenuta nel 1979, estorcendole finte parcelle di migliaia di euro. In passato, si sarebbe persino spacciato per un funzionario di Equitalia

Foto di repertorio

TREPUZZI – Ha preteso di occuparsi di giustizia, ma a doversi difendere ora sarà lui.  Nel voler assistere dal punto di vista legale una donna, Angelo Pellegrino, 37enne residente a Trepuzzi, già noto alle forze dell’ordine, non aveva fatto i conti con le normative che disciplinano la professione di avvocato. Forse nessuno lo aveva mai messo al corrente che, per esercitare quel ruolo, occorrono una laurea, un tirocinio, un esame e un’iscrizione all’Ordine.

Nella serata di ieri, è stato arrestato dai carabinieri del suo comune di residenza, per i reati aggravati di truffa, falso materiale commesso da privato continuato, esercizio abusivo di professione. I carabinieri della stazione di Trepuzzi hanno, infatti, eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di misura cautelare, disposta dal gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, su richiesta del pm Stefania Maria Mininni.

Tutto è cominciato sette anni addietro quando il 37enne, spacciandosi per un legale, pur non avendo conseguito la laurea, ha rappresentato davanti alla giustizia italiana una donna di Trepuzzi. A nome della sua assistita, ignara del mancato titolo del suo difensore, ha chiesto al ministero della sanità un risarcimento del danno causatole da una emotrasfusione infetta, avvenuta nel 1979.

Infezione che aveva provocato una malattia cronica, ma non grave, alla vittima. A partire dal 2007, fino al 2013, Pellegrino ha mostrato continuamente a questa sua "cliente" una notevole attenzione verso il problema e la relativa causa civile, ovviamente inesistente. Per raggirarla ha quindi prodotto una serie di atti giudiziari, del tutto falsi. Come, per esempio,  lo stesso atto di citazione in giudizio. 

Nell'agosto del 2012 è addirittura arrivato a produrre una sentenza di condanna al risarcimento del danno, emessa dalla Prima sezione civile del Tribunale di Lecce. Gli atti giudiziari prodotti da Pellegrino sono stati così abilmente realizzati da essere astrattamente riferibili a giuristi. Come lo stesso gip ha definito: "Con astuzia e competenza tecnica. egli redigeva tanto un atto di citazione che appariva effettivamente plausibile, quanto una sentenza astrattamente ascrivibile ad un giudice".

Dopo la condanna, poi, Pellegrino ha fabbricato otto assegni circolari emessi dalla Banca d'Italia, dell'ammontare complessivo di euro 285mila euro. Somma dovuta secondo il dispositivo di condanna dal ministero della Salute. Per rendere credibile il tutto, inoltre, si è anche inventato un'attestazione di deposito cauzionale in favore dell'assistita,  firmata dal "comandante della stazione di Roma". Per concordare l'incasso degli assegni si è anche spacciato al telefono per funzionario della Banca d'Italia.PELLEGRINO ANGELO 1-2

Una messa in scena è costata alla malcapitata circa 11mila euro di "parcelle". Davanti alla propensione a delinquere da parte del 37enne, il quale avrebbe altri numerosi procedimenti penali aperti a suo carico per altre truffe, il pm ha ritenuto opportuno richiedere la misura coercitiva dei domiciliari. In uno dei suoi “originali” raggiri, Pellegrino si è spacciato per funzionario di Equitalia, con delega alla risoluzione di un contenzioso. La vittima della truffa è ora difesa dall'avvocato Angelo Miglietta del Foro di Lecce mentre Pellegrino è difeso dall'avvocato Christian Quarta.

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