Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Finto commercialista ed evasore: scoperta truffa da un milione

Garantiva rimborsi Irpef, chiedendo ai clienti il 10 per cento. Un 30enne si spacciava come professionista, senza nemmeno la laurea. Denunciati anche sei complici e quattordici clienti: avrebbero saputo dell'esercizio abusivo

PARABITA – Garantiva rimborsi Irpef in cambio del 10 per cento della somma percepita. Lo hanno confermato ai finanzieri della compagnia di Gallipoli gli stessi beneficiari, ma, in realtà, F.C., 30enne di Parabita, non era nemmeno un commercialista. Tantomeno grazie ad una laurea in Economia aziendale e Management conseguita presso l’Università Cattolica di Milano, che poi non sarebbe stata l’unica dal momento che, sul sito internet del proprio studio, il presunto professionista sbandierava, tra le referenze, un diploma di laurea in Economia e commercio nell'altrettanto prestigiosa Bocconi di Milano, addirittura con 110 e lode. 

A capo di una piccola organizzazione di sei complici - anch'essi denunciati -, avebbe consentito a oltre duecento contribuenti (215 per la precisione), di incassare complessivamente un milione e 42mila euro – relativamente agli anni di imposta tra il 2008 e il 2011. I reati ascritti al sodalizio sono, a vario titolo, associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e formazione di atti ideologicamente e materialmente falsi. A finire sotto la lente di ingrandimento delle fiamme gialle, al termine di una lunga attività investigativa e non soltanto in qualità di vittime, anche quattordici clienti, deferiti all'autorità giudiziaria: gli inquirenti ritengono che si siano rivolti al 30enne, in concorso tra loro, per la presentazione del modello 730, pur essendo a conoscenza del fatto che il giovane esercitasse la professione in maniera abusiva.

Ma c’è un altro capitolo della storia: a seguito di una verifica fiscale si è scoperto che il falso commercialista  è stato anche un evasore totale, fin dal 2006. Non avrebbe mai presentato, infatti, né la dichiarazione dei redditi né quella relativa all’Iva, pur essendo titolare di partita Iva. Il denaro così sottratto alla tassazione, considerato provento dell’attività illecita, ammonta a 112mila euro e l’imposta non versata a 27mila. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di un certificato di deposito pari a oltre 24mila euro, trovato nella disponibilità del falso professionista.

L’esercito dei 215 è stato segnalato all’Agenzia delle entrate, ma anche alla procura regionale e alla Corte dei conti per l’accertamento della responsabilità erariale. 

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