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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Finto ginecologo, nuove segnalazioni. Dopo l’appello social aperta l’inchiesta

Tutto è partito da una denuncia social di una studentessa salentina che lunedì scorso è stata contatta dal sedicente medico con il pretesto di comunicare informazioni sullo stato di salute e richiedendo un controllo in videochiamata. Oltre quaranta le segnalazioni di casi analoghi. Polizia postale e procura in allerta

LECCE - Da un primo riscontro, e dal numero delle segnalazioni che in queste ore si stanno rincorrendo, potrebbe essere tutt’altro che un caso isolato. E non certo da sottovalutare. Perché la storia del sedicente, o falso medico che nei giorni scorsi, con un numero privato, ha contattato una giovane studentessa salentina, con il pretesto di comunicare informazioni dettagliate sul suo stato di salute, ma in realtà con l’unico intento di compiere una vera e propria molestia a sfondo intimo o sessuale, sta creando una vera e propria mobilitazione.

Dopo l’allarme lanciato sul web e sui canali social dal parte della giovane 24enne, originaria del Sud Salento, continuano ad aggiungersi nuove testimonianze di situazioni analoghe vissute da altre donne (non solo della Puglia, ma anche della Lombardia, Toscana o Piemonte), anch’esse contattate con le medesime modalità dal finto ginecologo. Ad horas sarebbero circa una quarantina le potenziali vittime accertate, più altre 25 che in un solo giorno hanno contattato la giovane salentina per raccontare la loro storia.

La vicenda è stata dettagliatamente resa nota anche da diverse emittenti televisive pugliesi (in primis da Antenna Sud) e ripresa dai media locali e anche nazionali. E la volontà manifesta, oltre alla singola segnalazione, è ora quella di raccogliere quante più testimonianze possibili e produrre una denuncia collettiva alle forze dell’ordine. La Polizia postale di Roma ha già raccolto quella della ragazza salentina.

La procura di Lecce intanto, sulla base già delle prime denunce prodotte, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce proprio sul caso dell’identità del falso ginecologo e della richiesta a dir poco inusuale di visita in videochiamata. Molto probabile che l’uomo possa essere originario della provincia di Lecce.

Il suo modus operandi per lo più sempre identico: chiama alcune donne di cui conosce alcuni dati sensibili, si presenta come un medico-ginecologo di una equipe degli ospedali salentini (Tricase o Casarano, ovviamente strutture del tutto estranee alla vicenda) e poi tenta di convincere le “pazienti” a farsi visitare collegandosi con una videochiamata.

“Tante delle 25 vittime o più che ho sentito oggi” racconta in uno dei suoi post la studentessa che ha scoperchiato il caso, “non hanno denunciato. Forse perché pensavano fosse uno scherzo, o perché hanno paura, o ancora perché proprio chi hanno accanto le ha accusate di stupidità. Chi ha denunciato invece, o ci ha provato, è stata tratta con aria di sufficienza. Me compresa. Faccio questo post per richiamare tutte le vittime a un solo dovere, di libera scelta: denunciamo. Lo facciamo insieme. Siamo tutte accomunate da una cosa, cioè l'essere pugliesi. Se raccogliamo tutte le testimonianze in una sola denuncia, allora forse non penseranno più che è inutile e inizieranno a muoversi e trovare questo maniaco”.

Una vicenda dai contorni raccapriccianti e anche inquietanti per diversi aspetti. Primo tra tutti il fatto che l’autore delle telefonate è un uomo che potrebbe avere in mano dei dati sensibili relativi ad analisi e referti medici di ragazze e donne di ogni età. Quelle stesse che, come nel caso della 24nne salentina, sta contattando al telefono presentandosi come ginecologo.

Che si tratti in realtà di un medico o operatore sanitario o di una persona estranea alla professione ospedaliera, ma con possibili ramificazioni all’interno delle strutture o con la possibilità di accesso ai database, con grave pregiudizio per la privacy delle pazienti, ancora non è dato saperlo. Ma l’invito è quello di segnalare qualsiasi situazione riconducibile a casi analoghi direttamente alle forze dell’ordine e ai centri antiviolenza.     

La chiamata del 1° Novembre         

È partita dalla provincia di Lecce come detto la storia del finto ginecologo con la telefonata giunta al cellulare della giovane studentessa salentina, il 1° novembre scorso, alla quale il presunto medico intendeva comunicare telefonicamente un’infezione alle parti intime per poi richiedere una videochiamata per “controllare” lo stato di salute.

Il fatto raccontato dalla giovane, vittima inizialmente inconsapevole del molestatore, al momento ancora sconosciuto, ha fatto il giro dei social e ha fatto emergere decine di altri analoghi casi, sino ad ora segnalati solo in parte. Di seguito il post-denuncia della giovane salentina.

“Oggi in data 1 Novembre, che dovrebbe essere di festa sono stata chiamata da un numero privato. Quest'uomo dall'altra parte del telefono si è presentato come il dotto. Francesco Lirante o Licante, di cui non trovo traccia sui social. Sapeva la mia data e luogo di nascita e mi ha chiesto se ho fatto delle analisi ginecologiche negli ultimi mesi, per poi avvertirmi di un'infiammazione che non mi era stata comunicata. Io, ingenuamente e nonostante la festività, ho pensato che fosse tutto ok, specialmente perché questo dottore sapeva il fatto suo in questo campo e spiegava in modo molto sicuro i perché e i come.

Mi ha fatto molte, e sottolineo molte domande private e ai miei continui dubbi sul perché dover dare certe info, mi ha risposto che era per capire meglio da cosa fosse causata questa infiammazione. Le sue parole hanno confermato la maggioranza dei miei sintomi. Nella chiamata parlava con una collega e riceveva chiamate da altre pazienti. Ho quindi chiesto il nome e che il trattamento dei miei dati fosse tutelato e mi è stato risposto quasi con stizza: assolutamente sì!.

Il dottore in questione mi ha poi richiesto una chiamata tramite Zoom o Hangout. Io ho pensato volesse farsivedere per una consultazione più diretta, finché non mi ha chiesto di mostrare  ‘le mie grazie’ per analizzare al meglio i miei sintomi. Mi sono rifiutata e innervosita, così ha continuato a farmi domande e mi ha detto che domani riceverò un'email con tutti i dati per fare a fine mese un pap-test.

L'email dalla quale ho ricevuto la sua videochiamata e l'email comunicata non sono per niente ufficiali: consuelingtricase@yahoo.com e analisiclinichelaboratorio@gmail.com.

Ho chiamato il mio ginecologo e l'ospedale di Tricase e nessuno sapeva chi fosse, definendo anormale questa procedura. E' probabile ricevere una chiamata da un numero privato che provenga dall'ospedale, ma di certo non si fanno quelle domande private che mi sono state fatte, non si chiedono foto e non si contatta una paziente su Zoom.

Ho richiamato più volte questo Francesco su Hangout, non mi ha mai più risposto. Ora, per natura io sono una ragazzina ingenua, che si è fidata perché questa persona aveva i miei dati, sapeva il periodo delle mie analisi e sapeva spiegare in modo attendibile certe questioni ginecologiche attuali. Ma era una bufala, una presa in giro. Era un qualche maniaco che non so come è arrivato a questi dati.

Non so se è immischiato nella rete dell'ospedale, non so niente. So solo che non sono stata così ingenua da dargli occasione di divertirsi col mio corpo, ma questo tizio potrebbe ingannare qualcuno che è più ingenuo di me: una minorenne, vostra sorella, vostra madre, una donna qualsiasi. Domani farò reclamo in ospedale e denuncerò alla polizia. Se fate girare, fate un favore a tutte le donne”.

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