Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Firme false per chiudere più contratti: condannato, ora dovrà risarcire le vittime

Un anno e tre mesi per un 48enne di Nardò. Avrebbe agito all'oscuro anche dell'agenzia per la quale lavorava all'epoca. Su sette denunce, solo tre però si sono costituiti al processo

LECCE - Firme false su contratti di forniture di energia e gas per intascare le provvigioni. Un gioco di prestigio che è costato a Giuseppe Zacchino, 47enne di Nardò, una condanna a un anno e tre mesi, 700 euro di multa, pagamento delle spese processuali e risarcimento di 500 euro a ciascuna delle tre vittime che hanno deciso di costituirsi parte civile al processo. Si tratta di utenti del tutto ignari.

La sentenza è stata emessa ieri dal giudice della prima sezione penale, Alessandra Sermarini. Zacchino è stato condannato per truffa aggravata e continuata e assolto, invece, per la falsità in scrittura privata. Ma questo perché è più reato dal gennaio del 2016.

Era stato il pubblico ministero Stefania Mininni a emettere nell’aprile dell’anno scorso un decreto di citazione a giudizio nei confronti di Zacchino. I casi risalgono al 2013 e al 2014 e in origine erano sette le denunce, sebbene non tutti abbiano poi deciso di costituirsi al processo. A essere truffati un copertinese, un uomo di Sannicola, quattro galatonesi e una donna di Leverano. Solo tre di loro, però, hanno poi richiesto i danni.

L’uomo all’epoca lavorava per un’agenzia locale che aveva ottenuto il mandato per procacciarsi contratti per conto di un paio di importanti compagnie per l’erogazione dei servizi. E avrebbe agito all’insaputa della stessa agenzia, trasmettendole moduli d’adesione riportanti dati e firme di persone all’oscuro di tutto. Per ogni nuovo utente, il compenso era di 20 euro.

Le tre persone che si sono costituite al processo erano difese dagli avvocati Cosimo D’Agostino, Maria Lucia Resta e Lucio silvio Tondi. Zacchino era difeso dall’avvocato Ezio Tarantino. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 45 giorni.

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