Massacro di Porto Cesareo, fissata l'udienza preliminare per il presunto assassino

Il 16 giugno, a meno di un anno da uno dei delitti più efferati della storia del Salento, l'udienza preliminare relativa al duplice omicidio di Luigi Ferrari, di 54 anni, e di sua moglie, la 55enne Antonella Parente

 LECCE – E’ stata fissata al prossimo 16 giugno, a meno di un anno da uno dei delitti più efferati della storia del Salento, l’udienza preliminare relativa al duplice omicidio di Luigi Ferrari, 54 anni, e di sua moglie, la 55enne Antonella Parente, i coniugi massacrati nella loro abitazione di Porto Cesareo alle prime luci dell’alba del 24 giugno scorso.

Il presunto autore di quegli atroci delitti, Vincenzo Tarantino, fu fermato poche ore grazie all’abilità investigativa e alla grande competenza dei carabinieri: il colonnello Saverio Lombardi, comandante del Reparto operativo; il capitano Biagio Marro, a capo del reparto investigativo; e il comandante della compagnia di Campi Salentina, il maggiore Nicola Fasciano. Un pool di investigatori coordinato dal pubblico ministero Giuseppe Capoccia, titolare dell’inchiesta. L’ultimo importante tassello è arrivato ad aprile scorso con il ritrovamento della cassaforte trafugata dall’abitazione delle vittime. Stralciata, invece, la posizione del 45enne di origine marocchine coinvolto nelle indagini.

Fu un vero massacro quello compiuto in via Vespucci, una strada periferica di Porto Cesareo, nell’abitazione dei coniugi Ferrari. Ben trenta, infatti, i colpi inflitti con un piede di porco, secondo quanto stabilito dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio e dai carabinieri del Ris, a Luigi Ferrari. L’uomo, con ogni probabilità, cercò di difendersi dalla furia omicida dell’assassino. Una decina, invece, quelli che hanno spezzato la vita della donna. Uno spettacolo atroce quello che si è materializzato dinanzi alla figlia della coppia, la prima a scoprire i corpi dei genitori riversi in un lago di sangue, con i volti devastati dai colpi inferti.

TARANTINO Vincenzo_1-4Quello di Tarantino, del resto, non era certo un volto estraneo per la famiglia Ferrari: è l’ex convivente di una nipote della coppia ferocemente assassinata, con cui aveva avuto screzi e attriti, ritenendo la Parente la causa della fine della relazione con la sua ex compagna. Oltre a cercare Tarantino, i carabinieri hanno sentito un amico del presunto assassino, che lo aveva ospitato due giorni prima. A lui Tarantino aveva già raccontato di voler compiere un furto nell’abitazione della coppia, dove nella cassaforte erano custoditi i soldi per le spese relative al matrimonio del figlio. Il 51enne si è recato dall’amico, invitandolo ad accompagnarlo.

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Dinanzi al rifiuto dell’uomo, ha deciso di recarsi da solo a casa dei Ferrari, portando con sé una scala e gli attrezzi per scassinare la cassaforte, convinto che a quell’ora in casa non ci fosse nessuno. Invece, con ogni probabilità, la coppia è stata svegliata dall’irruzione dell’uomo. In Tarantino, che in corpo aveva una dose massiccia di cocaina, è scattata una furia omicida: ha aggredito. Poi, terminata la mattanza, con gli stessi oggetti ha scardinato la piccola cassaforte incassata nella parete contenente qualche migliaio di euro, come se nulla fosse.

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