Fitoplancton e salute dei mari: accordo fra ateneo e Nikon per tecnologie

Una convenzione che dà vita a un laboratorio di ricerca congiunto sul bioimaging. Notevoli le implicazioni nello studio dell'ecologia

Nella foto: foritura di fitoplancton in Uganda (@TM News/Infophoto)

LECCE - Il Dipartimento di scienze e tecnologie biologiche ed ambientali dell’Università del Salento e Nikon Instruments hanno firmato una convenzione che dà vita a un laboratorio di ricerca congiunto sul bioimaging del fitoplancton. L’annuncio arriva dall’ateneo salentino. Grazie alle più avanzate tecnologie messe a disposizione dal colosso giapponese, fra i leader mondiali nel settore ottico, si potrà dunque effettuare uno studio approfondito dei fenomeni ecologici in cui il fitoplancton è fra gli attori principali. Con ricadute importanti nella comprensione della risposta degli oceani ai cambiamenti climatici, come mitigazione o magnificazione, nel controllo delle alghe tossiche e nella capacità di gestione e recupero del buono stato ecologico del mare.

Si tratta del primo laboratorio del genere in Italia per Nikon Instruments. Fino a oggi fornitore di strumentazione, entra in campo oggi in modo diretto, scegliendo l’Università del Salento, per investire nella ricerca nel settore, finanziando anche una posizione di lavoro a tempo determinato.

Il laboratorio è guidato da Alberto Basset, ordinario di Ecologia, e si trova presso il Centro di ricerca sperimentale su Organizzazione della biodiversità e funzionalità degli Ecosistemi del Disteba (realizzato con fondi Pon a3). Coniuga le più innovative tecnologie della microscopia ottica, confocale e ad alta risoluzione e le più avanzate conoscenze scientifiche sulle caratteristiche morfo-funzionali del fitoplancton.

Il fitoplancton è tra i descrittori ecologici indicati dalle direttive europee Water Framework Directive e Marine Strategy Framework Directive come prioritario per il monitoraggio dello stato di salute degli ecosistemi acquatici. Sarà dunque possibile studiare e proporre soluzioni ai problemi generati da alterazioni nella struttura e nella dinamica del fitoplancton che hanno un impatto sociale rilevante, sia in termini di opportunità di crescita economica sia per quanto riguarda la salute dell’uomo.

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Su questi temi il Laboratorio sarà inoltre un riferimento per gli utenti Nikon Instruments, con attività di consulenza tassonomica e supporto scientifico e tecnologico. “L’accordo nasce dall’esperienza comune del progetto Phytobioimaging”, spiega il professor Basset, “nell’ambito del quale, nella misurazione dei tratti morfo-funzionali del fitoplancton, siamo passati da un approccio di approssimazione geometrica a uno modellistico, contribuendo anche al popolamento di numerosi servizi online per la tassonomia delle specie a livello internazionale ed europeo”.

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