Fitto vs Anm: polemica rovente sul filo dell'udienza del processo

Botta e risposta tra l'onorevole e l'Associazione nazionale magistrati, sulla data dell'udienza. Entrambi si rinfacciano dichiarazioni non veritiere. E la polemica si fa sempre più rovente

BARI – Nella serata, e con Silvio Berlusconi che nel frattempo ha raggiunto Bari, per un comizio programmato per tempo, e durante il quale ha colto l’occasione per prendere strenuamente le difese di Raffaele Fitto, le polemiche fra quest’ultimo con i magistrati non s’è per nulla attenuata. Nella sua conferenza fiume, l'ex ministro ed ex governatore di Puglia, parlamentare del Pdl, fra le altre cose, ha rivelato di aver chiesto che la data dell’udienza fosse differita, rispetto all’arrivo di Berlusconi nel capoluogo pugliese.

“Da oggi - ha dichiarato - si è aperta in maniera ufficiale una azione da parte della magistratura barese che è entrata a piedi uniti in questa campagna elettorale. Non c'era nessun bisogno di emettere questa sentenza oggi. Perché non è stata fatta il 28 di febbraio? Non c'é nessuna ragione logica, c'é solo la volontà precisa di un collegio che ha compiuto una scelta politica precisa, che è quella di dare una indicazione a questa campagna elettorale”. 

Per la giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati di Bari, che ha inviato una nota, queste parole celano “ancora una volta il tentativo di strumentalizzare a fini politici l'attività giurisdizionale svolta. Nessuna norma – chiarisce l'Anm - consente ai magistrati di sospendere l'attività giudiziaria in prossimità delle pur numerose competizioni elettorali”, e “i magistrati sono soggetti soltanto alla legge”.

“Al riguardo - prosegue l’Anm- si rimarca inoltre che nell'ambito del processo a carico dell'onorevole Fitto nessuna istanza di differimento è stata presentata nel processo, che le date del processo erano state concordate con le parti già prima dell'indizione delle elezioni e che i reati sub iudice erano prossimi alla prescrizione”.

“Si auspica ancora una volta - conclude l’Anm - che la magistratura barese, impegnata tutti i giorni nell'incessante attività giurisdizionale e nelle difficili condizioni in cui è stata lasciata, non sia coinvolta ulteriormente in polemiche volte solo a delegittimarne l'operato". 

Ma Fitto non ci sta, e in serata ha controreplicato. “Quello che l’Anm di Bari sostiene in merito al mio processo e alle date di udienza concordate, o presunte tali, non corrisponde a verità. Il collegio ha deciso e comunicato alla difesa le date fino alla fine di gennaio. Per febbraio non c’è stato un calendario prefissato, ma udienze decise in modo unilaterale dal Collegio di volta in volta. Così come della decisione dei giudici di riunirsi in Camera di consiglio, abbiamo appreso solo lunedì sera, senza alcuna comunicazione preventiva”.

“Tutto questo – prosegue Fitto -, a scanso di equivoci, lo si può leggere dai verbali di udienza. Ma, oltre a questo, ripropongo un altro tema: qual è la valutazione dell’Anm sui ‘due pesi e due misure’ utilizzati da giudici dallo stesso collegio in altri processi  per cui hanno celebrato tre udienze all'anno (salvo dichiarare poi la prescrizione) ed il mio in cui ho avuto il privilegio di avere tre udienze a settimana?”

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