Cronaca Centro / Viale XXV Luglio

Finte salme nel centro di Lecce. E’ un flash mob per ricordare le vittime di Lampedusa

Decine di corpi, distesi nei principali punti della città e ricoperti da lenzuoli bianchi, sono stati notati questa mattina da passanti e turisti. Si trattava di un'iniziativa promossa da Arci, per sensibilizzare sul dramma avvenuto ieri in Sicilia, nel quale hanno perso la vita centinaia di migranti

Il flash mob di questa mattina

LECCE  - Diverse salme, fortunatamente finte, sono apparse questa mattina nel centro di Lecce. Un’immagine inquietante che si è materializzata dapprima di fronte alla Basilica di Santa Croce. Poi in Piazza Sant’Oronzo e, infine, davanti all’ingresso della Prefettura del capoluogo salentino, in via XXV Luglio. Nei punti nevralgici, e più visibili, della città barocca.

Decine di corpi, ricoperti da lenzuoli bianchi, hanno infatti composto un grande puzzle umano nel flash mob organizzato dall’Arci leccese, per puntare i riflettori sul dramma nei pressi dell’Isola dei Conigli, vicino a Lampedusa, che nella giornata di ieri ha fatto registrare centinaia di morti, in una tragedia senza precedenti. Quel barcone dapprima incendiato, e poi andato a picco sui fondali,  segnerà in maniera indelebile la storia dell’isola del Mar Mediterraneo, già allenata, come il Salento del resto, ad approdi e sbarchi di cittadini in fuga e in cerca di speranza.

Un episodio che, soltanto lunedì scorso, era stato preceduto da un altro analogo avvenuto sul litorale di Scicli, in provincia di Ragusa. Dove un gruppo composto da 13 persone era rimasto vittima della traversata, al largo della costa sicula, costretto a lanciarsi dal natante sul quale viaggiava. Così, i migranti dei progetti “Sprar” per richiedenti asilo e rifugiati, coordinati da Arci  Lecce e cooperativa “Rinascita, hanno preso accordi già alcune ore dopo la scoperta della strage.

E questa mattina, quando le vie del centro erano già state prese d’assalto da lavoratori, universitari e (numerosi) turisti, gli organizzatori dell’iniziativa sono passati all’azione: figure stilizzate, senza volto né tratti somatici e nazionalità in vista, si sono adagiate sul basolato delle piazze, delle vie, lasciando quel richiamo mnemonico a portata dei passanti.

I quali si sono fermati, come era immaginabile. Senza dire una parola. In silenzio come la stessa manifestazione del resto. Perché di retorica e frasi non ve ne è più bisogno. E’ di questo parere Anna Caputo, la presidente provinciale di Arci. “Abbiamo udito alcuni vacanzieri, di origini francesi e inglesi, osservare con attenzione e rispetto, e poi commentare positivamente la scena, indicando un risveglio dell’Italia”, ha dichiarato la referente provinciale, la quale ha concluso: “Ora l’Europa dovrà ascoltare, aprire le frontiere. Non sono più tollerabili simili tragedie. Si pensi canali umanitari, per permettere alle persone la fuga dalle zone di guerra. Le prossime aree che vivono in emergenza si conoscono già, si intervenga”, ha concluso.

Il Comune di Lecce, intanto,  ha aderito al lutto nazionale per l'ecatombe al largo di Lampedusa,  abbrunando la bandiera sul balcone di Palazzo Carafa e delle altre sedi comunali. L'amministrazione comunale ha, inoltre, fatto sapere che: "Anche il Centro per gli Immigrati “Lecce Accoglie”, che opera a Palazzo Turrisi, ha aderito a questa iniziativa  limitando le proprie attività a favore degli immigrati a quelle essenziali.

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