Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Focara distrutta, ore di indagini serrate. Gli investigatori seguono una pista

Non ci sarebbero formalmente indagati, per il momento, ma, secondo indiscrezioni, il caso potrebbe essere chiuso a breve. Ascoltati amministratori comunali e altre persone, fra cui giostrai ed esponenti del locale Comitato feste

Foto di Antonio Quarta.

PORTO CESAREO – Il giorno dopo l’ardito piano messo in atto da mani ignote (ma ancora per poco, forse), la comunità cesarina è ancora scossa per la distruzione della grande pira che avrebbe dovuto illuminare il cielo notturno, chiudendo, la sera del 20 gennaio, la festa in onore di Sant’Antonio Abate, che qui si celebra ormai fin dal 1933. Un’immensa costruzione artigianale di 12 metri, realizzata con fascine di legno, che, poco prima dell’alba di ieri, qualcuno ha voluto accendere anzitempo, rischiando di provocare anche danni seri, considerata l’entità del rogo, senza alcun controllo fino all’arrivo dei vigili del fuoco, e con le fiamme per giunta sospinte dal vento.

La festa è andata avanti comunque, anche se in tono ovviamente minore, e non si dispera che entro la fine della settimana si possa avere anche una nuova “Focara” da ardere davanti a cittadini e visitatori, per rinvigorire l’antico spettacolo di sempre.  

I carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi Salentina, intanto, con il coordinamento del pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Roberta Licci, hanno avviato subito le indagini per cercare di scoprire autori e movente della distruzione della “Focara” di Porto Cesareo.

Per tutta la giornata di ieri, in caserma sono sfilati amministratori comunali (fra cui il sindaco, Salvatore Albano) e altri, per essere ascoltati come persone informate sui fatti. Fra le varie persone sentite, anche giostrai, pescatori, esponenti del Comitato feste. Al vaglio degli inquirenti vi sarebbero poi le videoregistrazioni di alcuni telecamere della zona. Per il momento non vi sono fermi, né vi sarebbero persone formalmente iscritte nel registro degli indagati, ma, secondo indiscrezioni, sembra che i militari abbiano fiutato la pista giusta e che la stiano battendo con solerzia, per cercare di dare una risposta alla cittadina del litorale jonico, rimasta orfana di uno dei suoi eventi clou.     

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