Salentino ucciso a Foggia, a sparare il fratello del vero obiettivo

Luigi Antonio De Rocco, di Casarano, sarebbe caduto sotto i colpi di un 38enne di Foggia che però voleva colpire Bruno Carella, già scampato a un attentato

FOGGIA – Si era ipotizzato fin da subito un agghiacciante errore, nell’omicidio con un colpo di fucile ai danni di Luigi Antonio De Rocco, 32enne di Casarano, avvenuta a Foggia la sera del 28 giugno scorso. La vittima, si era detto, doveva essere Bruno Carella, pregiudicato foggiano  di 42 anni. E con l’arresto eseguito nelle ultime ore, il quadro sembra ora definirsi molto meglio. E’ stato infatti rintracciato proprio il presunto autore del ferimento a morte. Si tratta di Marco Carella, 38enne, anch’egli noto alle forze dell’ordine. Ovvero il fratello di Bruno, con cui non correva buon sangue. Alla base, vi sarebbero screzi di natura economica.

Marco Carella è stato rintracciato a Mondragone, in provincia di Caserta. Subito dopo i fatti, si era allontanato da Foggia. Ma le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri di Foggia hanno permesso di scovare il luogo dove si era rifugiato, facendo scattare il fermo.  

L'omcidio e le indagini

L’omicidio risale al 28 giugno. La centrale operativa de carabinieri era stata avvisata alle 20,52 per via di una persona, riversa a terra, in via Mario Forcella a causa di almeno un colpo d’arma da fuoco. I carabinieri arrivati con la “gazzella” avevano constatato il colpo di fucile a pallettoni, mortale, contro un’autovettura Peugeot 807. De Rocco era a terra, ormai privo di vita, che pochi minuti prima era proprio nell’auto con il proprietario, Bruno Carella, il figlio di quest’ultimo, Mario Guglielmo, 20enne, e un altro giovane, anch'egli proveniente dalla provincia di Lecce.

Le indagini sono state svolte con metodi tradizionali, ma anche meticolose intercettazioni, analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza (alcune nelle foto in basso, Ndr) e studio delle tracce lasciate sui ponti ripetitori della telefonia mobile. Fondamentale è stata però soprattutto quanto rivelato da testimoni, parenti delle vittime e tutte le persone ritenute informate dei fatti.

Dai primi momenti, per quasi 24 ore, il pubblico ministero della Procura di Foggia, titolare delle indagini, assieme ai carabinieri del Nucleo investigativo, hanno ininterrottamente ascoltato le testimonianze e messo a confronto ogni dato emerso anche dalle attività tecniche, riuscendo a raccogliere sufficienti indizi per ritenere che autore potesse essere Marco Carella. Intenzionato, con ogni probabilità, a colpire  proprio Bruno, ma sbagliando bersaglio.

Il precedente agguato

D’altro canto, Bruno Carella e il figlio erano stati già oggetto di un attentato identico, nello stesso punto, avvenuto il 4 ottobre del 2017. Il 12 novembre il figlio di Carella era poi stato arrestato  dai carabinieri perché trovato in possesso di una pistola portata con sé illegalmente. Nella circostanza il giovane si era giustificato affermando che la deteneva per “legittima difesa”, ritenendosi con il padre a rischio di attentati, ma rifiutandosi  di circostanziare meglio.

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Marco Carella, ormai ampiamente sospettato, era nel frattempo sparito dalla circolazione. E dopo cinque giorni di indagini ininterrotte, è stato catturato questa mattina in una casa di Mondragone, dove aveva trovato rifugio. Hanno collaborato nella fase finale, quella dell’esecuzione del fermo, i carabinieri del Comando provinciale di Caserta e del Ros Napoli. Marco Carella è stato trasferito in carcere in attesa di essere interrogato. L’arma non è stata ancora ritrovata.  

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