Folla nel locale e misure anti-Covid. La polizia chiude il Fico D’India per 5 giorni

I controlli disposti dal questore ed eseguiti degli agenti del commissariato di Nardò hanno portato a sanzionare due locali a Santa Caterina e Torre Uluzzo. Violate le norme anti contagio

La polizia nei pressi del locale di Torre Uluzzo

NARDO’ - Gli invocati controlli per il rispetto delle norme anticontagio e antiassembramento nei locali della movida sono sempre in auge e l’attività disposta da questore di Lecce, Andrea Valentino, ha portato a nuovi provvedimenti questa volta lungo il litorale di Nardò. Gli agenti del commissariato locale, diretti dal vicequestore Sabrina Manzone, a seguito di specifiche verifiche hanno sanzionato due attività che insistono lungo la costa, nella marina di Santa Caterina e lungo il litorale di Torre Uluzzo. Per uno dei locali, il Fico D’India, è stata disposta anche la chiusura temporanea per cinque giorni.

Il provvedimento nei confronti del locale che insiste nel cuore di Porto Selvaggio, nella zona di Torre Uluzzo, è scattato, secondo l’informativa resa dalla polizia di Stato, per le violazioni constatate sul mancato rispetto delle normative anti-covid, ma anche su licenze e autorizzazioni amministrative. Nello specifico durante le verifiche gli agenti hanno accertato che la banchina stradale e parte della carreggiata nei pressi del locale, erano occupate dalla presenza di numerose persone che stazionavano, sul muretto in pietra di recinzione del locale. Altre sostavano in piedi o erano intente a ballare, ed altre ancora erano sedute. L’interno del locale si presentava completamente pieno di avventori. Tra l’area esterna e l’area interna la stima è stata della presenza di circa mille persone e l’accesso al locale si presentava libero, senza l’indicazione di entrata e uscita e privo di servizio adibito al contingentamento degli avventori.

Per quanto riguarda poi la musica il volume percepito durante il sopralluogo era talmente alto e rimbombante che rendeva difficoltosa la comunicazione tra gli operatori di polizia. Si constatava inoltre che, dietro al bancone adibito alla somministrazione delle bevande, vi erano tre persone, tutte prive mascherina, dispositivo di protezione individuale obbligatorio contro il Covid-19. Anche tutti gli avventori all’interno del locale e i giovani intenti a ballare, erano privi di dispositivo di protezione. L’accertamento ha interessato anche l’aspetto amministrativo: le verifiche sulla licenza hanno evidenziato che il locale è autorizzato per piccoli trattenimenti o spettacoli senza ballo, complementari all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e con un numero di partecipanti non superiori a 100 persone. 

Gli agenti hanno eseguito dei rilievi fotografici su tutta l’area interessata dal sovraffollamento e contestato la violazione, avendo permesso l’assembramento di massa di tutti gli avventori intervenuti presso il locale, delle norme relative alle misure per contrastare e contenere il diffondersi del coronavirus. Valutato anche l’alto rischio di reiterazione della condotta nella gestione dell’esercizio pubblico la polizia ha disposto la chiusura provvisoria dell’attività per la durata di cinque giorni.

I titolari della Ficodindia srl, tramite il proprio legale, Paolo Gaballo, a seguito del provvedimento del commissariato neretino e della questura, hanno inteso puntualizzare “che si è trattato di un episodio isolato e straordinario, verificatosi per cause non dipendenti dal locale. Invero la Ficodindia srl si è sempre scrupolosamente attenuta alla normativa sulla prevenzione del covid-19, applicando tutti i dispositivi ed i servizi di sicurezza atti ad evitare assembramenti o eventi simili”.

Lo scorso anno, rammentano invece dalla questura, con provvedimento del questore venne disposta la sospensione dell’attività per 25 giorni a seguito dell’operazione di polizia che portò all’arresto di cinque soggetti, tutti di Nardò, responsabili tra loro del reato di spaccio di sostanze stupefacenti consumato nei pressi del locale.

L’attività di controllo degli agenti del commissariato neretino ha interessato anche un altro locale nella marina di Santa Caterina:  Il “Malegria” (ex Mayapan). Qui nel corso del controllo, secondo quanto verbalizzato dai poliziotti, si constatava la presenza, nell’area esterna, di circa 150 avventori e, senza soluzione di continuità, nei pressi dell’ingresso, vi erano altre persone in attesa di entrare all’interno del locale. Anche i tavolini, posti nell’area delimitata, non sono risultati alla distanza prevista dalle norme anti-Covid. In questo caso sono scattate le sanzioni previste dalle norme in materia.

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Anche i soci della Malegria srls, titolare dell’esercizio pubblico Mayapan, hanno tenuto a precisare "che si è trattato di un caso isolato al quale è seguita una sanzione di lieve entità e, comunque, dopo l’occorso si sono da subito adoperati per rafforzare le misure ed i comportamenti, già messi in atto sin dall’inizio dell’attività, idonei a garantire le misure di distanziamento come previste dalla legge".

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