Cronaca

Fondi per le università pubbliche, aumenta il divario tra Nord e Sud

I rettori di Basilicata, Molise e Puglia, tra cui Laforgia dell'Università del Salento, scrivono al ministro dell'Istruzione per modificare i criteri per l'assegnazione dei fondi

LECCE - A metà dicembre il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha diffuso i dati sul Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) che viene distribuito tra i vari atenei pubblici, sulla base di quanto deciso dal precedente Governo. E si è acceso il dibattito sulla “quota premiale” del fondo, che prevede premi e penalizzazioni per gli atenei “virtuosi” e i “non virtuosi”. Il rapporto tra atenei virtuosi del sud e del centro nord, infatti, risulta di 2 a 23.

Così i rettori della federazione del sistema universitario lucano-molisano-pugliese, tra cui anche Domenico Laforgia dell’Università del Salento, hanno preso carta e penna per scrivere al ministro Francesco Profumo una missiva in cui si legge, senza molti giri di parole che “il fondo assegnato dal ministero, presenta differenze e sperequazioni assolutamente ingiustificabili”.

Secondo i rettori, le valutazioni finali sui meriti delle università, dipendono dalle differenti condizioni di partenza: “Dati alla mano, si può razionalmente, ed inconfutabilmente, dedurre che gli atenei che ricevono la maggiorazione di Ffo non sono sovrafinanziati perché “virtuosi”, ma risultano “virtuosi” proprio in quanto già preliminarmente sovra finanziati”. In altre parole, gli atenei che dimostrano performance migliori, sono proprio quelli che hanno ricevuto, sin dall’inizio, più soldi.

La sperequazione che “si ripropone da tre anni, ha ormai raggiunto livelli di insopportabilità, in quanto sta mettendo in discussione la sopravvivenza del sistema universitario nazionale”, scrivono i rettori che puntano il dito anche contro i criteri adottati: “Nel caso della didattica, si premia la facilità di superamento degli esami e non la qualità della formazione ricevuta”.

A tutto questo, si aggiungono “le enormi differenze tra i livelli di tassazione sopportabili dalle popolazioni studentesche e tra i contributi offerti, alle università locali, dai rispettivi territori”. Enti locali e fondazioni bancarie sono notoriamente più ricche nelle regioni settentrionali.

I rettori chiedono di tener conto di tali differenze per elaborare il nuovo criterio per la sostenibilità economica degli atenei, “ se si vogliono evitare ulteriori discriminazioni, premiando paradossalmente chi ha potuto e voluto applicare tasse studentesche più elevate”.

Le richieste, unitariamente rivolte al ministro Profumo, sono di introdurre un contributo standard per studente,  di stabilire criteri di valutazione equi, di sospendere l’applicazione della quota premiale del Ffo del 2012. Tutti questi interventi sarebbero, peraltro, a costo zero: “Non richiedono risorse aggiuntive rispetto a quelle disponibili, che sono complessivamente scarsissime – sottolineano i rettori - anche a seguito di passate scelte politiche che hanno deciso di mortificare il sistema universitario”.

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