Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Fotovoltaico, dal Tar uno stop all'aumento choc della Cosap

I giudici del tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso di una ditta contro l'aumento di 30 volte del canone di locazione degli spazi pubblici. Si era passati da 500 a 17mila euro l'anno, con un regolamento provinciale

 

LECCE – L’aumento aveva fatto andare su tutte le furie i gestori degli impianti di energia rinnovabile. Anche perché le cifre sono esorbitanti: dai 500 euro iniziali, ai 17mila attuali. Al centro della polemica, la Cosap. Cioè, il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. Che un regolamento della Provincia ha fatto aumentare di trenta volte. Ora, quel regolamento, introdotto nel marzo del 2012, è stato ritenuto illegittimo dalla seconda sezione di Lecce del Tar di Puglia, presieduto dal giudice Luigi Costantini.

Il Tar ha dunque accolto il ricorso proposto dalla società “Blue Box Srl”, che gestisce un impianto fotovoltaico a Galatone e che era difesa dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani. In realtà, è solo uno dei tanti ricorsi promossi negli ultimi tempi da diverse ditte. Di certo, questa sentenza fungerà da apripista.

I giudici amministrativi, infatti, hanno ritenuto che un aumento così ingente del canone Cosap, disposto in virtù del recente regolamento provinciale, fosse in contrasto con disposizioni normative di rango primario. Queste stabiliscono che gli impianti fotovoltaici, esercitando attività strumentali ad un pubblico servizio, debbano essere ammessi a fruire, in merito agli elettrodotti interrati nelle strade comunali e provinciali, del regime agevolato forfettario.

“La sentenza del Tar – ha dichiarato il legale – inibisce l’aumento sproporzionato, da parte dell’amministrazione provinciale, dei costi di gestione per le imprese che operino nel settore del fotovoltaico e che quindi esercitino un’attività di rilevanza pubblica”.

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