Cronaca

Fra incendi e pesca di frodo, occhi puntati sull'area naturale del bacino Idume

Stamattina un rogo forse doloso. L'assessore Miglietta prende contromisure. Nei giorni scorsi trovata anche una grossa rete

LECCE – Il bacino Idume sotto assedio. Questa mattina all’interno s’è sviluppato un incendio sulla la cui natura non è accertata, anche se alcuni aspetti sembrano ricondurre al dolo. E non è tutto. Nei giorni scorsi, sempre in quest’area protetta nel cuore di Torre Chianca, è stata trovata una rete da pesca collocata in maniera del tutto illegale. Insomma, un patrimonio naturalistico sul quale è necessario tenere sempre bene aperti gli occhi.

L’incendio dei canneti nei pressi della foce bacino dell’Idume di oggi è stato tale da suscitare viva preoccupazione nell’assessore alla Pianificazione territoriale e alle marine, Rita Miglietta.

Ipotesi di atto doloso

“I vigili del fuoco, che prontamente hanno provveduto a domare le fiamme, e che ho contattato per avere informazioni utili, hanno sottolineato che le aree da cui sono partite le fiamme non possono essere raggiunte percorrendo agevolmente strade o percorsi ma solo avventurandosi con difficoltà”, spiega.

Difficile credere a un’ipotesi accidentale. “È concreta la possibilità dell’origine dolosa del rogo”, dice a tale proposito l’assessore. “Se fosse confermata questa ipotesi – aggiunge -, sarebbe un fatto gravissimo oltre che una offesa al capitale naturale delle nostre marine”.

Ma quali iniziativa intende adottare il Comune di Lecce. “Con l’Ufficio parco – spiega ancora l’assessore -,  promuoveremo nell’immediato una riunione operativa coordinandoci con l'assessore alla Sicurezza, Sergio Signore, insieme ai vigili del fuoco e all’Arif per concordare azioni congiunte di prevenzione”.

L’assessore tiene anche a ringraziare, oltre agli stessi vigili del fuoco, anche la comunità dei residenti e, in particolare, l’Associazione Marina di Torre Chianca che ha segnalato subito lo svilupparsi del rogo, permettendo di domarlo prima che provocasse danni ancor più ingenti. “Sarà nostro impegno coinvolgere le comunità locali contando sulle loro segnalazioni che, come nel caso di questa mattina, sono fondamentali per monitorare efficacemente il territorio”, conclude Miglietta.

Reti dei pescatori di frodo

Come detto, non sono soltanto gli incendi a preoccupare. C’è anche la pesca di frodo. Nei giorni scorsi, una lunga rete da pesca è stata recuperata. Chi l’ha scoperta, spiega che era stata collocata con maestria, a mo’ di barriera, davanti al ponticello che sovrasta il bacino. Ricco sarebbe stato il bottino di pesci.

Ma appena alcuni residenti hanno notato la presenza della rete, si è scatenato un tam-tam sul su Whatsapp con foto e commenti che hanno raggiunto l’operatore ambientale del Nogra (Nucleo operativo guardia rurale ausiliaria), Giuseppe Albanese, anch’egli residente a Torre Chianca, che ha subito avvisato i suoi colleghi, il comandante Luca Greco e le guardie zoofile ambientali Massimo Marra e Donato Cosma. Arrivati sul posto, hanno rimosso e distrutto la rete.

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