Cronaca Gallipoli

Fra luci e ombre: indagini a tutto campo sull'omicidio

Gallipoli: inchiesta a ritmo serrato della polizia. I killer di Padovano avrebbero tagliato le manopole del manubrio per non lasciare tracce organiche. I risultati sullo scooter noti fra due giorni

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Le indagini per risalire ai sicari di Salvatore Padovano continuano a ritmo serrato. Le modalità di esecuzione lasciano pochi dubbi: si sarebbe trattato di un agguato di stampo mafioso e le ricerche degli inquirenti si concentrano principalmente negli ambienti della criminalità. Nella giornata di ieri è stato ritrovato lo scooter Yamaha Majestic 125 impiegato con ogni probabilità dai killer per raggiungere la pescheria "Il paradiso del Mare" dove Padovano era arrivato alcuni minuti prima. Il motociclo è stato ritrovato in località Torre Sabea, a poche decine di metri dalla superstrada per Lecce e Santa Maria di Leuca. Era stato abbandonato sullo sterrato prima che il killer proseguisse la fuga a bordo di un'auto o di una moto di grossa cilindrata.

Gli agenti della scientifica hanno repertato il mezzo, rubato ad un operaio di Gallipoli nel suo giardino di casa lo scorso 20 agosto, e i risultati sono attesi fra due giorni. Pare che l'omicida abbia tagliato le manopole del manubrio per non lasciare tracce organiche. Gli inquirenti sono convinti che il mezzo ritrovato ad 800 metri circa dalla scena del crimine sia stato effettivamente utilizzato dai sicari. Difficilmente Padovano si sarebbe avvicinato ai suo carnefici scorgendo una moto di grossa cilindrata. Un personaggio con alle spalle un corposo curriculum criminale avrebbe intuito qualcosa di anomalo e non si sarebbe esposto così facilmente.

L'accortezza utilizzata dai sicari sarebbe stata pianificata nel tempo, dopo aver forse studiato negli ultimi quindici giorni le abitudini di vita di "Nino Bomba", piazzando l'imboscata mortale a stagione estiva quasi conclusa per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico automobilistico. Ecco perché gli agenti del commissariato di Gallipoli, gli inquirenti della squadra mobile di Lecce e, parallelamente, con un ruolo più sfumato, i carabinieri del Ros e del nucleo operativo radiomobile, sono convinti che l'omicidio sia maturato negli ambienti della criminalità. Ma chi avrebbe avuto la lucidità e la freddezza a premere grilletto davanti all'ex boss? E' stata un'esecuzione maturata all'interno di quello che un tempo era il clan o l'ombra dell'assassino arriva fuori dalle mura di Gallipoli, prezzolato da un altro gruppo?

Nonostante le indiscrezioni che si respirano nella "Perla dello Jonio" confermino come Padovano avesse effettivamente intrapreso un nuovo percorso di vita, gli inquirenti, dopo l'incontro svoltosi questa mattina in Procura, non tralasciano ovviamente la pista di un riavvicinamento di "Nino Bomba" a certi ambienti. L'unica certezza, per ora, che riaffiora prepotentemente, sembra essere quella che la Sacra Corona Unita non sarebbe mai morta, ma si sia evoluta come le altre consorterie, cercando di allungare i suoi tentacoli su diversi settori dell'economia.

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