Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Tentò di accoltellare il fratello, ma ferì la cognata: condannato a dieci anni

Per il legale, fu legittima difesa, ma per l’accusa fu tentato omicidio, scatenato da una lite per l’eredità. Oggi, la sentenza nei riguardi di Oronzo Vivenzio, 57enne di Nardo

LECCE - La lite per l’eredità finì nel sangue: Oronzo Vivenzio, 57enne di Nardò, con un coltello si scagliò contro il fratello. Ma questo rimase illeso. A pagarne le conseguenze fu invece la cognata, che nel tentativo di dividere i “rivali” fu raggiunta da un fendente all’addome e si salvò per miracolo.

A nulla sono serviti i tentativi di Vivenzio di difendersi nel processo: la sua sarebbe stata una reazione scatenata dall’aggressione del familiare che lo aveva colpito con il casco della moto, facendolo cadere a terra. La prima sezione penale del Tribunale di Lecce (composta dal presidente Gabriele Perna e dai giudici Bianca Todaro e Francesca Mariano) l’ha riconosciuto responsabile del reato di tentato omicidio (così come contestato dal pubblico ministero Maria Vallefuoco che aveva invocato la pena di dodici anni), infliggendogli dieci anni di reclusione.

E’ questa la condanna contenuta nella sentenza emessa oggi che ha inoltre riconosciuto un immediato risarcimento del danno per 20mila euro alla vittima (assistita dall’avvocato Vincenzo De Benedittis), mentre il resto del risarcimento sarà quantificato e liquidato in sede civile.

In aula c’era anche il fratello (con l’avvocato Tommaso Valente).

Per questo episodio avvenuto un anno fa, nei pressi di una stazione di servizio in via XXV luglio, a Nardò, Vivenzio fu condotto in carcere dagli agenti del commissariato locale e, dopo un mese, ottenne i domiciliari. Legittima difesa, o tutt’al più eccesso di legittima difesa, la tesi sostenuta nel processo di primo grado e sul quale verterà il ricorso in appello che l’imputato presenterà, attraverso l’avvocato Gianpiero Geusa, non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza (entro trenta giorni).

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