Freddato con un colpo di pistola alla gola, inflitti 19 anni all’assassino

A un anno dal delitto avvenuto in via don Luigi Sturzo a Maglie, arriva la sentenza nel processo abbreviato. Emesse anche altre quattro condanne e un’assoluzione. Disposto un maxi risarcimento

MAGLIE - E’ di 19 anni e quattro mesi la condanna inflitta a Simone Paiano, magliese di 26 anni, per aver ucciso con un colpo di pistola alla gola il compaesano Mattia Capocelli, di 28, in via Don Luigi Sturzo, a Maglie.

La sentenza sul delitto, avvenuto la notte tra il 24 e il 25 aprile di un anno fa, è stata emessa nel pomeriggio dal giudice Marcello Rizzo che, nello specifico, ha comminato  16 anni, 5 mesi e 10 giorni, per l’omicidio, più 2 anni, 10 mesi e 20 giorni, per la detenzione dell’arma, oltre a un’ammenda di 60 euro per l’esplosione in luogo pubblico. Riconosciuto anche un maxi risarcimento per complessivi 750mila euro ai tre familiari della vittima che si erano costituiti parte civile con gli avvocati Arcangelo e Alberto Corvaglia: 300mila euro a testa per i genitori e 150mila per il fratello.

Oltre all’assassino reo confesso (nella foto), nel processo discusso col rito abbreviato, erano imputati per resimone-paiano-2-2-3-2-2ati diversi altri cinque uomini (difesi dagli avvocati Giuseppe Presicce, Vincenzo Blandolino, Simone Viva, Roberta Cofano, Alessandra Luchina), nei cui riguardi il verdetto è stato il seguente: un anno, cinque mesi e dieci giorni ciascuno per Salvatore Maraschio, di 25 anni, Marco Cananiello, di 21, Andrea Marsella, di 28, tutti di Maglie, e assoluzione per “non aver commesso il fatto" per Giorgio Rausa, 24, di Scorrano, accusati di sequestro di persona, lesioni personali con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa; un anno per Domenico Tunno, 31enne, di Maglie, al quale era contestato il reato di favoreggiamento.

I primi tre imputati dovranno inoltre risarcire il fratello di Simone Paiano, Andrea (parte civile con l’avvocato Dimitry Conte), con 10mila euro. E’ proprio per proteggere quest’ultimo, tenuto in ostaggio dal gruppo di Capocelli, che il 26enne quella notte si procurò una pistola e raggiunse via don Luigi Sturzo. Qui, entrambi sarebbero stati aggrediti con un coltello e un machete e poi partì quel colpo che raggiunse il “rivale”. Per questo, la difesa, rappresentata dagli avvocati Amilcare Tana e Dimitry Conte, ha sostenuto che l’intenzione dell’imputato non era di uccidere. Il giudice, tuttavia, ha riconosciuto il reato di omicidio volontario contestato dal pm Maria Consolata Moschettini, secondo il quale Paiano avrebbe dovuto e potuto chiedere aiuto alle forze dell’ordine anziché procurarsi un’arma, ma per saperne di più bisognerà attendere che vengano depositate le motivazioni (entro novanta giorni).

L’inchiesta sul delitto che sarebbe maturato per contrasti legati allo spaccio di stupefacenti, coinvolse anche Pierluigi Esposito, 30 anni, di Maglie, il titolare del fast food, nei pressi del quale si verificò l'omicidio. Risponderà di favoreggiamento nel processo con rito ordinario che si aprirà il 3 luglio davanti al giudice Annalisa De Benedictis.

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