Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Carmiano

Freddato da due sicari in scooter a colpi di pistola

Pierpaolo Carallo, 26enne di Monteroni è stato colpito da almeno sette proiettili. Ad agire da due individui a bordo di un'Aprilia, nei pressi di un bar di Carmiano. Si indaga nella criminalità locale

I tamburi della polvere da sparo tornano a riecheggiare nel Salento. Agguato di mala nel pomeriggio a Carmiano e sull'asfalto rimane cadavere Pierpaolo Carallo, 26enne, di Monteroni di Lecce. Le modalità dell'omicidio, il cabotaggio del personaggio i suoi precedenti penali alle spalle sembrano schiarire i contorni degli scenari in cui è maturato l'agguato, così come confermato dal procuratore capo della Repubblica, Cataldo Motta, giunto sul posto, per comprendere "de visu" lo scenario. "E' un omicidio della criminalità organizzata - ha dichiarato ai giornalisti - non siamo dei maghi per darne una lettura", una frase spesso utilizzata a caldo sulla scena del delitto da Motta. Cosa sia esattamente successo intorno alle 17,30 in via Copertino, davanti al bar-pasticceria, rosticceria "Desirè", è ancora prematuro accertarlo con precisione.

Dalle prime indagini, affidate agli inquirenti della squadra mobile di Lecce, Carallo, intorno alle 17,25, era appena uscito dal bar, di cui è un assiduo cliente, e stava risalendo sul suo scooter Tmx 125 di colore grigio parcheggiato davanti al marciapiede. Aveva anche inserito le chiavi. Alle spalle sarebbero giunti i sicari, con il volto coperto da caschi integrali, a bordo di un motociclo Aprilia Atlantic, risultato rubato giori fa a Lecce. Forse, i killer conoscevano le abitudine e gli orari di Carallo. Tra l'altro, la spedizione di morte è stata organizzata di giovedì pomeriggio, quando i negozi, a Carmiano, hanno le saracinesche abbassate per la chiusura settimanale. Uno dei due killer sarebbe sceso dal mezzo e avrebbe raggiunto Carallo e da una distanza ravvicinata - non più di un metro - premendo il grilletto e sparando sette colpi da una pistola, verosimilmente, calibro 7.65. Carallo, investito dalla pioggia di fuoco, avrebbe cercato di farsi scudo con il suo stesso scooter, rannicchiandosi, per evitare la gragnola di fuoco. Il mezzo è finito sul suo corpo, crivellato dai colpi. A quanto se ne sa, sarebbe stato centrato alla nuca e al torace. Gli agenti della scientifica, impegnati nei rilievi, fino a tarda sera, hanno recuperato in più punti sette bossoli.

Carallo giaceva con la pancia all'insù. Testa rasata, barba incolta, Indossava una camicia nera, con le maniche arrotolate, sporca di sangue e un jeans di colore blu. Il giovane, nonostante la massiccia prestanza fisica, è deceduto sul colpo. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari del 118, arrivati dal vicino ospedale di Copertino, di rianimarlo. Non è stato neanche possibile caricarlo su una lettiga. I sicari, eseguita la sentenza di morte, sono fuggiti con direzione Copertino. "Abbiamo confuso i colpi di pistola con dei petardi natalizi e non ci siamo affacciati". Hanno raccontato alcune persone che si trovavano nelle vicinanze al momento dell'omicidio. All'interno del bar, gestito da Umberto Pellè, insieme con la moglie, erano presenti alcuni avventori, ma non avrebbero notato nessun movimento anomalo. Il locale, tra l'altro, è fornito di un'ampia vetrata che delimita un gazebo esterno con la strada e dal bar la prospettiva visiva che si prolunga sulla strada viene limitata dai cristalli.

I sicari, che probabilmente si erano appostati nei paraggi per raggiungere l'obiettivo al momento propizio, sono stati intercettati da un poliziotto fuori servizio. L'agente avrebbe anche cercato di scalciare i banditi per far perdere loro il controllo del mezzo, ma i banditi sono riusciti a fuggire. Il bar è dotato di un sistema di videosorveglianza. I nastri sono stati anche recuperati, ma ci sarebbero forti dubbi sulla funzionalità dei sensori digitali. In poco tempo è stato un tam-tam continuo di sirene e lampeggianti. Sul posto sono confluiti i poliziotti della squadra mobile, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina e gli uomini della scientifica. Carallo, con precedenti per droga, reati contro il patrimonio, era stato condannato, in primo grado, nella scorsa primavera per aver compiuto una rapina ai danni del nuovo compagno della sua ex ragazza.

Per gli inquirenti, Carallo gravitava negli ambienti della criminalità locale. Era considerato "un emergente" e forse ha pagato con la morte la sua intraprendenza. Lavorava da poco tempo in una ditta delle pulizie di Lecce e viveva in via De Gasperi, al civico 45, a Monteroni, insieme con i genitori ormai in pensione. Il padre, fino a poco tempo fa, gestiva un'impresa di impianti elettrici. Aveva una sorella più piccola ed un fratello maggiore che si era arruolato, anni fa, nella Marina militare. La salma è stata trasportata presso l'obitorio dell'ospedale "Vito Fazzi". Nella giornata di sabato, è prevista l'autopsia sul corpo del giovane, affidata al medico legale Alberto Tortorella. Lo scooter, un Tmx 125 Yamaha, è stato sequestrato, così come un marsupio e il cellulare che Carallo portava con sé. Le indagini sono affidate agli investigatori della squadra mobile, diretti dal dirigente Annino Gargano e dal vice-dirigente Antonio Ingrosso, coordinati dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Elsa Valeria Mignone. Sono state compiute perquisizioni a tappeto nelle abitazioni di una cinquantina di pregiudicati della zona, tra i comuni di Carmiano, Monteroni ed Arnesano. Su alcuni soggetti è stata effettuata anche la prova dello stub, per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo. Negli uffici di viale Otranto, a Lecce, sono incominciati i primi interrogatori. Carallo, fra cinque giorni, avrebbe festeggiato il suo ventisettesimo anno d'età.

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