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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Squinzano

Freddato a venti metri da moglie e figlio di dieci mesi: disposta l’autopsia

Si svolgerà domani l’esame necroscopico sul corpo di Luigi Guadadiello, il 42enne rimasto vittima in un agguato, in via Donizetti, a Squinzano. E’ caccia agli assassini (almeno due) fuggiti su un’auto scura

SQUINZANO - Si terrà domani l’autopsia sul corpo di Luigi Guadadiello, il 42enne di Squinzano freddato a colpi di pistola, due sere fa, intorno alle 21.30, in via Donizetti, a Squinzano, a una ventina di metri dalla sua abitazione. Stando ai primi riscontri, sarebbero stati due i proiettili che avrebbero raggiunto il malcapitato, uno alla gamba, l’altro tra torace e collo, e quest’ultimo non gli avrebbe lasciato scampo. 

Ma a dire di più sarà l’accertamento disposto dalla sostituta procuratrice Giovanna Cannarile, titolare del fascicolo d’inchiesta finalizzato a fare luce sul delitto. 

La pm oggi ha conferito l’incarico al medico legale Alberto Tortorella, alla presenza dell’avvocato Giuseppe Presicce che assiste nove familiari della vittima (tra cui il padre, la madre, la convivente di 28 anni, due dei suoi cinque figli maggiorenni e i fratelli).

L’esame necroscopico sarà eseguito domani mattina a partire dalle 8, e con ogni buona probabilità i funerali si celebreranno il giorno seguente (sabato).

Intanto, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, intervenuti sul posto per i rilievi con i colleghi della sezione investigazioni scientifiche, indagano a a 360 gradi. 

Che si sia trattato di una vendetta o di contrasti maturati nella gestione del mercato della droga?

Certo è che chi ha agito lo ha fatto con determinazione e spietatezza, in considerazione del fatto che in casa di Guadadiello quella sera c’erano la convivente, il figlio di dieci mesi e due parenti di quest’ultima. A quanto trapelato sinora, stavano uscendo tutti di casa, ma poi alla vista di almeno due individui sospetti, solo lui avrebbe deciso di varcare comunque la soglia, dirigendosi verso la direzione opposta a quella dei suoi aguzzini. Ma sarebbe riuscito a compiere solo una ventina di metri, prima che il suo corpo diventasse bersaglio. Sono almeno dieci i colpi partiti da due pistole diverse, una calibro 9 e una 7.65, contro di lui e due l’avrebbero centrato. Gli assassini si sarebbero poi dileguati su un’auto scura, di grossa cilindrata.

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All’arrivo dei soccorsi, il suo cuore non aveva ancora cessato di battere, ma trasportato nell’ospedale “Vito Fazzi” dai sanitari del 118, il 42enne ha esalato l’ultimo respiro, lasciando una giovane compagna, il loro figlio di dieci mesi, e altri quattro figli, nati da precedenti relazioni.

Guadadiello aveva assaporato solo da pochi mesi la libertà: a fine marzo, aveva finito di scontare una condanna a 16 anni per aver accoltellato a morte (nel 2008) un uomo di nazionalità marocchina, nel Bergamasco, che riteneva avesse stuprato la sua fidanzata, e aver ferito la compagna della vittima mentre tentava di opporsi all’aggressione. Intanto, in questi anni, note operazioni giudiziarie avevano invece coinvolto i suoi fratelli, Paolo, di 35 anni, e Stefano, di 38.

Il primo sta finendo di scontare la condanna rimediata nell’ambito di “Eclissi”, oramai definitiva, ed è stato condannato (in appello) in altri due importanti processi nati dalle inchieste antidroga “Orione” e “Final Blow”; il secondo, anche questi coinvolto in “Final Blow”, riuscì a patteggiare 4 anni di reclusione, più 26mila euro di multa.

Non è la prima volta che si apre il fuoco a Squinzano. Tra gli episodi più recenti finiti nelle pagine della cronaca locale, c’è quello avvenuto lo scorso dicembre, in un'area di servizio, ai danni di Roberto Napoletano, il 36enne conosciuto soprattutto per l'operazione della Dda di Lecce “Vortice-Déjà Vu”: rientrato in paese grazie a un permesso, stava rifornendo l'auto con a bordo moglie e figlie, quando al suo indirizzo furono esplosi diversi colpi, presumibilmente di un fucile automatico Kalashnikov. Napoletano riuscì a salvarsi: solo un proiettile lo raggiunse a un piede.

Risale invece solo a qualche giorno fa il misterioso episodio avvenuto in via Edmondo De Amicis, dove è stato preso di mira, con le stesse modalità, l’appartamento in cui abita un 54enne del posto.

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