Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Nardò / Via Libertà

Frequentazioni pericolose, questore sospende la licenza di un bar

Il provvedimento, per la durata di cinque giorni, riguarda un esercizio commerciale di Nardò, in viale della Libertà. I controlli più recenti sono stati incrociati con quelli svolti dalla polizia negli anni precedenti

NARDO’ – Serranda abbassata per cinque giorni. Ordine del questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, che ha disposto un provvedimento amministrativo sulla scorta dell’articolo 100 del Tulps nei confronti di un bar di Nardò, il cui accesso principale è sua viale della Libertà (secondario su via  Giovanni XXIII), nel quartiere Sant’Angelo, non lontano dalla chiesta di Santa Maria degli Angeli. “L’Angolino” è il nome dell’esercizio, anche se si tratta di una ragione sociale relativamente nuova. Il locale porta ancora la vecchia insegna del “Bar Smile”.

Il motivo della chiusura risiede nei ripetuti accertamenti svolti dagli agenti di polizia del commissariato di Nardò. Durante diversi controlli, infatti, è stata notata all’interno la presenza di pregiudicati. Le verifiche più recenti sono state comparate con quelle svolte anche negli anni precedenti, a partire dal 2016. Questo per scongiurare che fossero fatti episodici. E poiché anche in altri frangenti era già stata segnalata la stessa situazione, s’è deciso di richiedere il provvedimento, che il questore ha sottoscritto. E' stato eseguito ieri pomeriggio dai poliziotti neretini.   

Come noto, il dispositivo dell’articolo 100 del Testo unico di pubblica sicurezza prevede che un questore possa sospendere la licenza di un esercizio, fra le altre cose, se ritenuto ritrovo abituale di pregiudicati o, in generale, di persone pericolose. Insomma, i classici motivi di ordine pubblico. Si tratta di un provvedimento cautelare adottato in molte altre occasioni, in provincia di Lecce.

Più di recente, è successo proprio nel capoluogo, a carico di una rivendita di kebab nei pressi della stazione ferroviaria, dove si sono verificati diversi casi di aggressioni, anche piuttosto cruente, e in cui un ruolo non certo marginale ha avuto l’abuso di sostanze alcoliche. Nei casi più gravi, si può arrivare anche a revocare una licenza.

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