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Frode milionaria col gasolio agricolo, giudizio immediato per 5 dei 64 indagati

Il processo con rito ordinario fissato per il 3 maggio potrebbe “saltare” se saranno accolte le richieste di rito alternativo avanzate nel frattempo dall’imprenditore Quarta e da altri quattro imputati

CARMIANO – E’ stato fissato il processo per cinque dei 64 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Free diesel” che ha individuato un’associazione a delinquere dedita al contrabbando di gasolio agricolo, falsificazione di documenti relativi al prodotto petrolifero e reati fiscali, e autoriciclaggio.

Ma il processo con rito ordinario, fissato con decreto di giudizio immediato per il 3 maggio dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, potrebbe “saltare” se saranno accolte le richieste di rito alternativo avanzate nel frattempo dagli indagati.

In particolare, hanno chiesto di patteggiare (attraverso gli avvocati Luigi Corvaglia, Gianfranco Napolitano e Cristiano Solinas): tre anni e dieci mesi di reclusione, Pierluigi Quarta, 39 anni, ritenuto a capo del sodalizio; due anni e sei mesi, Dario Errico, 39, considerato organizzatore; due anni, pena sospesa, Raffaele Pendinelli, 50. Tutti di Carmiano. Mentre gli altri due, Giovanni Grandioso, 42enne di Copertino, e Angelo Cirino Negro, 47enne di Poggiardo, hanno avanzato (con l’avvocato Mario Coppola) istanza di abbreviato condizionato e, in subordine, quelle di patteggiamento per pene inferiori all’anno e mezzo, col beneficio della pena sospesa, e di abbreviato “secco”.

Free diesel, le indagini e il ruolo dei cinque imputati

Il giro d’affari di cessioni illecite di prodotto petrolifero per autotrazione esente Iva sarebbe stato solo per gli anni dal 2017 al 2018 di nove milioni 764mila e 600 euro, e per gli anni dal 2014 al 2018, di circa 11 milioni e 800mila euro di accisa evasa relativi a oltre 24milioni di litri di gasolio agevolato, messo in circolazione in Italia, attraverso documentazione falsa, sottratto al pagamento totale o parziale dell’imposta sui consumi nonché al pagamento dell’Iva.

Si legge questo nel decreto di giudizio immediato emesso nelle scorse settimane dal giudice Alessandra Sermarini, e nel quale Pierluigi Quarta, titolare dell’omonima impresa individuale, ritenuto amministratore di fatto di “MQ Carburanti”, “Fuel”, “Apron” e “Sami”, è indicato come promotore dell’organizzazione criminale ramificata in Puglia e nel Lazio.

Quanto agli altri ruoli, Errico, legale rappresentante di “MQ Carburanti”, dal 2 maggio del 2017, nella sua qualità di ragioniere, avrebbe soddisfatto le direttive del capo, occupandosi soprattutto della contabilità dell’azienda cartiera “Sami”e della vendita del gasolio ed è considerato esecutore materiale delle operazioni bancarie. Cirino, dipendente della Fuel, era contabile addetto al deposito di carburanti di Diso, e custode del deposito della “Fuel”, e avrebbe redatto documenti di accompagnamento semplificato (Das), fatture e aggiornato i registri di carico e scarico. Altri due dipendenti di quest’ultima società, Grandioso e Pendinelli (rappresentante legale dal 29 novembre del 2016 al 9 agosto 2017), avrebbero consegnato il gasolio agevolato a clienti non titolati a riceverlo, riscuotendo i pagamenti.

I cinque furono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giovanni Gallo, su richiesta del pubblico ministero Francesca Miglietta, titolare delle indagini svolte dai finanzieri della tenenza di Tricase, sfociate nel blitz dello scorso 19 dicembre.

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