Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Frodi all'Ue, arresti e sequestri di patrimoni. Associazione a delinquere dedita alle truffe

I militari della guardia di finanza leccesi, alle prime ore di oggi, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Lecce, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei presunti capi. Apposti i sigilli anche a tre terreni e altrettanti immobili

Un momento della conferenza stampa

LECCE – Il “festival delle falsificazioni” lo ha definito il procuratore Cataldo Motta. Uno studio certosino dei terreni da condurre, per poi arraffare una pioggia di finanziamenti comunitari destinati al settore dell’agricoltura. Con un sistema studiato nei minimi dettagli hanno truffato lo Stato per un importo di oltre 800mila euro.

Due persone sono state arrestate all’alba dai militari della guardia di finanza. Si tratta di Giovanni De Matteis, di 33 anni, e di Vincenzo Cagnazzo, di 57 anni, il primo domiciliato a Veglie, il secondo residente a Surbo, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità materiale e ideologica. Le due ordinanze di custodia cautelare sono scattate su richiesta del pm presso la Procura della Repubblica di Lecce, Donatina Buffelli, e disposti dal gip Stefano Sernia.

I due asono stati ritenuti a capo di un’associazione a delinquere finalizzata ai raggiri ai danni delle casse italiane e di quelle europee. I militari del Nucleo di polizia tributaria leccese, guidati dal colonnello Nicola De Santis, hanno posto sotto sequestro tre immobili, altrettanti terreni e disponibilità finanziarie per svariate centinaia di euro, somma corrispondente agli importi che l’associazione avrebbe percepito in maniera indebita. Altre quattro persone sono state denunciate a piede libero: si tratta di  padre, madre e fratelli di uno degli arrestati.

de matteis-2De Matteis, nello specifico, coordinava il Centro di assistenza agricola di Surbo. Una sorta di patronato che offre servizi e consulenze agli addetti ai lavori. Cagnazzo, di contro, ricopriva il ruolo di agronomo e ha offerto delle prestazioni all’ente. Servendosi dei rispettivi ruoli, i due avrebbero approfittato dell’accesso alle banche dati demaniali, attingendo informazioni preziose e attendibili sui terreni da utilizzare per accaparrare finanziamenti erogati dall’Agea, l’Agenzia erogazione in agricoltura. Tramite le informazioni a disposizione, i due individuavano le zolle da condurre sparse su tutto il territorio: tra queste, persino quelle confiscate alla mafia. Le indagini sono state avviate a partire dal 2013 dagli uomini della guardia di finanza del capoluogo salentino.IMG_4631-2

Ma il periodo del maxi raggiro risalirebbe almeno al 2009. I controlli sono stati condotti a livello nazionale, nell’ambito dell’operazione “Bonifica”, elaborata dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie di Roma.

CAGNAZZO-2Le verifiche hanno travolto anche il centro con sede a Surbo, nel quale sono stati rinvenuti circa 150 fascicoli falsi, tra cui atti e autocertificazioni, oltre che contratti di comodato ad uso gratuito, attestanti la conduzione di terreni appartenenti ad enti pubblici e soggetti privati.

Le domande, munite dei visti di conformità falsamente apposti dallo stesso responsabile del Centro, venivano trasmesse all’Agea per poi percepire finanziamenti all’agricoltura,  accreditati sui conti correnti dei fittizi conduttori e poi ripartiti tra gli associati.

I finanzieri hanno dimostrato la falsità degli atti allegati alle circa 150 domande inoltrate per mezzo del patronato. In un caso è stato accertato che l’associazione aveva richiesto contributi anche su terreni confiscati ai noti esponenti della famiglia mafiosa Guarneri di Canicattì, in provincia di Agrigento e, successivamente, assegnati al Comune di Naro per finalità sociali. 

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