Lavatrici, telefoni e anche auto con il furto d'identità: 214 casi in sei mesi

La provincia di Lecce, secondo uno studio di una società specializzata relativo al primo semestre del 2018, è undicesima in Italia per le frodi creditizie

LECCE – La provincia di Lecce è undicesima in Italia per il numero di frodi perpetrate con l’utilizzo dei dati personali e finanziari altrui. Lo dice una rilevazione relativa al primo semestre del 2018, realizzata da una società specializzata in sistemi di informazione e business information, Crif. In pratica, attraverso furti di identità si ottengono crediti o si acquistano beni senza la minima intenzione di rimborsare i primi o di pagare i secondi.

Nel panorama nazionale il fenomeno registra un trend in aumento e si stima un danno pari a oltre 70 milioni di euro. La Puglia occupa il quinto posto con 910 casi, di cui 214 nel Leccese. Il primato regionale spetta alla provincia di Bari con 248 evidenze. Lo studio mette in risalto una riduzione dell’importo medio delle frodi, passato dai 7mila euro del 2017, a poco meno di 6mila. Sono in prevalenza uomini le vittime di questo tipo di raggiro, la fascia di età più colpita è quella tra i 41 e i 50 anni, sebbene quella che registra il maggior incremento si riferisce agli over 60.

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Le frodi creditizie sono lo strumento previlegiato per l’acquisto di elettrodomestici tramite prestito finalizzato, con una incidenza in diminuzione ma comunque pari a quasi un terzo del totale, mentre registrano un incremento sostanzioso quelle per l’acquisto di auto e moto (in aumento del 50 per cento), e di prodotti di elettronica e telefonia (più 65 per cento). Per quanto riguarda il tempo medio che trascorre prima che un’operazione truffaldina venga scoperta, il 57 per cento dei casi viene a galla entro sei mesi, ma non mancano casi che restano sconosciuti anche cinque anni.

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