"Schiuma" per indicare cocaina ed eroina Ventinove indagati nell'operazione Froth

I militari della guardia di finanza del comando provinciale hanno avviato il fermo di 29 individui, nell'ambito di un'indagine che ha fatto emergere l'esistenza di un'associazione dedita al traffico di stupefacenti. I provvedimenti sono stati eseguiti su tutto il territorio salentino, in collaborazione con i vari reparti delle fiamme gialle

Il comando provinciale della guardia di finanza

LECCE  - Una connotazione “romantica”  avvolge il traffico di sostanze stupefacenti. ”Pianificato e deciso attraverso lettere e “pizzini” che sono finiti nelle mani degli inquirenti. E che hanno fatto scattare, all’alba, l’operazione “Froth”. Come la “schiuma buona” di birre e cappuccini di cui gli indagati erano soliti parlare. Riferendosi in codice a cocaina ed eroina.

I militari della guardia di finanza della compagnia di Lecce, assieme ai colleghi dei vari reparti del comando provinciale, hanno  eseguito 29 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili del mercato e dello spaccio di droga. I provvedimenti sono stati disposti dal gip del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, e hanno portato alla custodia cautelare in carcere di 19 individui, dei quali tre già detenuti, e ai domiciliari per i restanti 10. In tre si sono resi irreperibili.

L’elenco dei destinatari della misura di detenzione: Davide Vadacca, 31enne leccese già detenuto; Teodoro Di Lauro, detto “Rino”, brindisino di 57 anni già detenuto; Lucca D’Attis, detto “Fratellino”, 35enne di  San Pietro Vernotico, già detenuto; Eugenio Antonio Campa, detto “Zio Eugenio”, 56enne di Sanarica; Salvatore Notarnicola, detto “Totò”, 32enne di San Pietro Vernotico; Gianluigi Notarnicola, 27enne di San Pietro Vernotico; Cinzia Prinari, detta “Zia Cinzia”, leccese di 50 anni; Carmelo Cazzella, detto “Carmelino”, leccese di 44 anni; Antonella Bursomanno, leccese di 43 anni; Manuela Quarta, leccese di 23 anni; Maria Dell’Anna, detta “Ilaria”, leccese di 33 anni; Pietro Bellanova, detto “Piero”, 62enne di Brindisi; Antonio Patera, detto “Gregorio”, neretino di 36 anni; Marco Perrone, 38enne di San Pietro Vernotico; Antonio Nicola Tanzi, 48enne di Mola di Bari; Dhori Tole, albanese di 23 anni.

Questi, invece, i nomi dei destinatari di custodia cautelare agli arresti domiciliari: Alessio Bellanova, detto “Gabibbo”, o “Nipotino”, 31enne di Campi Salentina; Rocco Salvatore Amendolara, 36enne di Maglie; Antonio Conte, 29enne di Lecce, attualmente recluso, Triska D’Amato, leccese di 25 anni; Pierpaolo Magliani, 36enne di Poggiardo; Cristina Peluso; 31enne leccese; Alessandro Perrone, detto “Sandro”, leccese di 38 anni; Antonio Pisanò, 38enne di Novoli; Francesco Eros Velardi, 30enne di Lecce; Sebastiano Giglio, 23enne di campi Salentina.

L’attività investigativa è cominciata nel mese di maggio del 2012, ha permesso di delineare l’organigramma di un’organizzazione operante a Lecce, in particolar modo nella zona 167 del capoluogo salentino, e nei comuni limitrofi. Si tratta di uno dei filoni di indagine, concertato sul bazar della droga del tacco d’Italia. Un mercato che non vede più la differenziazione fra tipologie di sostanze, I gruppi che, in un primo momento, erano specializzati nella vendita di un solo tipo di droga hanno allargato, successivamente, la “merce”, includendo droga per ogni gusto e alla portata di ogni tasca.

Il sodalizio era coordinato da Vadacca, esponente di spicco del panorama criminale salentino, collegato al clan dei fratelli Nisi e suo aspirante successore per il controllo dell’associazione malavitosa. Sarebbero due, infatti, i sottogruppi nati a seguito dell’arresto di Roberto Nisi: uno capeggiato, appunto da Vadacca, l’altro da Gioele Greco, fermato nel mese di marzo, un anno addietro, durante un’operazione di polizia. Fu proprio una missiva di Greco, indirizzata a Nisi, che permise agli inquirenti di concludere il blitz nel mese di ottobre, denominato “Reset”.  La lettera, utilizzata come espediente per non essere intercettato, è finita in realtà nelle mani degli investigatori, fornendo una serie di rivelazioni sull’organizzazione del mercato locale dello stupefacente.

L’attività investigativa permise di mettere fine a un “botta e risposta” tra alcuni degli arrestati do oggi, che si svolse a colpi di arma da fuoco, e con il ferimento di alcuni di questi, impegnati in una vera e propria lotta di successione tra clan. Oltre a Vadacca, raggiunto in più occasioni da minacce e ferito in un'area di servizio, fu gambizzato anche Alessio Bellanova, arrestato alla fine del 2012 perchè trovato con la cocaina nell'auto, ritenuto dagli inquirenti come colui che si recava personalmente in Albania per testare il gradimento della sostanza e mercanteggiare sul prezzo.

foto (26)-2-5Ruolo analogo per uno degli arrestati, Tanzi, fermato con tre di ovuli, contenenti 30 grammi di cocaina in tutto provenienti dalla Spagna, che il 48enne stava per condurre dal territorio di Bari nel Salento, come campione da proporre ai “grossisti” locali.

Al termine di appostamenti, sopralluoghi e intercettazioni, sono stati acquisiti diversi riscontri, con conseguenti sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, nonché arresti dei soggetti che, a vario titolo, componevano l’organizzazione.

Particolarmente significative sono apparse le risultanze che hanno consentito anche di dissipare la “coltre di nebbia” che sembrava avvolgere alcuni fatti criminali verificatisi in città e nei comuni limitrofi, quali sparatorie e attentati nei confronti di alcuni sodali, consentendo di individuare nell’immediatezza i relativi responsabili e il loro ambito di operatività.

E’ venuto a galla il ruolo fondamentale nell’organizzazione delle donne poi tratte in arresto; alcune di loro dedite allo spaccio di ingenti quantitativi di droga, per lo più eroina e cocaina, altre incaricate di custodire gli stupefacenti e gli ingenti “ricavi” derivati dal business illecito. I provvedimenti di cattura sono stati eseguiti prevalentemente a Lecce e a Bagnolo del Salento, Cavallino, Galatone, Otranto, Uggiano La Chiesa, Mola di Bari, Napoli, Taranto, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

Durante l’esecuzione di una delle misure restrittive agli arresti domiciliari sono stati individuati una serra completa di lampade, con all’interno una piantagione di marijuana, circa 30 grammi di marijuana contenuta in numerosi involucri e due bilancini di precisione. Si tratta di Sebastian Giglio,  poi tratto in arresto e condotto in cella. Per il 23enne domani si terrà l'udienza di convalida dell'arresto dinanzi al gip Alcide Maritati.

Nel blitz sono state impiegate 35 pattuglie, per un totale di oltre 130 militari, con l’aiuto delle unità cinofile.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Duplice omicidio: muoiono un uomo e una donna, ricercato l’autore

  • Muore sotto la doccia, la tragica scoperta dei genitori al rientro a casa

  • Duplice omicidio: autopsia sui corpi delle vittime, perquisizioni nelle case

  • Impeto e rabbia, dinamica di un duplice omicidio su cui s'interroga una città

  • Duplice omicidio: assassino ripreso per dei secondi, ha ucciso con pugnale da sub

  • Per Emiliano la riconferma alla guida della Regione: ampio vantaggio su Fitto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
LeccePrima è in caricamento