Fuggì lanciando la figlia dalla finestra: non luogo a procedere, denuncia errata

Una storia incredibile si chiude in maniera non meno sorprendente. Una giovane madre di Casarano sottrasse la bimba dalla custodia di una casa famiglia di Ostuni e la lanciò da una finestra. Fu presa al volo dal compagno. Poi, scappò anche lei. Rintracciati in Germania

BRINDISI – Non luogo a procedere. La denuncia della casa famiglia era stata formulata in modo errato. Il giudice monocratico di Brindisi, Gianluca Fiorella, non ha potuto che prenderne atto.

Si chiude così, in una bolla di sapone scoppiata nel nulla, una vicenda quasi surreale. Una delle più singolari degli ultimi anni e che ha fatto discutere per molto tempo, quella risalente tra la fine di ottobre e i primi di novembre dello scorso anno e che vedeva al centro una giovane madre di Casarano, oggi 24enne, il suo compagno e altre persone che in quei giorni li hanno aiutati negli spostamenti.

Il tutto, dopo che la coppia eluse la sorveglianza del centro per minori “La nostra famiglia” di Ostuni, dov’era affidata la figlioletta della donna (allora appena due anni e mezzo). Una fuga rocambolesca, sfruttando una finestra al primo piano: altezza, 6 metri.  

La bimba fu lanciata dall’alto dalla madre e afferrata dall’uomo. Poi si lanciò lei stessa nel vuoto, finendo sul cofano dell’auto opportunamente parcheggiata al di sotto. Infine, la fuga, terminata nientemeno che a Wiesbaden, in Germania, dopo vari spostamenti. Per rintracciare la piccola si mossero il commissariato di polizia di Ostuni, quello di Taurisano e, ovviamente, le forze dell’ordine tedesche.

La mamma (alcuni precedenti e una storia di tossicodipendenza alle spalle), per nulla convinta della decisione del tribunale per i minori, di affidare la bimba a una casa famiglia, in attesa di una sistemazione temporanea, decise di passare all’azione. Durante un ascolto protetto, all’improvviso spinse una psicologa del centro e afferrò la piccola, mettendo a segno il folle piano. L’uomo l’assecondò, mantenendosi in contatto con lei tramite sms, in modo da conoscere tutti gli spostamenti e farsi trovare pronto con l'auto. Tutto accadde il 20 ottobre del 2014. La scena, immortalata dal sistema di videosorveglianza.

Indagando nelle zone abitualmente frequentate dalla coppia, gli agenti di polizia di Taurisano, commissariato diretto dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, riuscirono a scovare la madre, ma non la bimba. La donna, interrogata più volte, non fornì una risposta chiara su dove fosse sua figlia, probabilmente per guadagnare tempo e permettere al compagno di spostarsi da un luogo all’altro. I poliziotti, a quel punto, cominciarono a muoversi a loro volta da una località all’altra, fra Melissano, Ugento e Torre San Giovanni, ovunque avessero sentore che si potesse essere recato l’uomo con la bimba, ma arrivando sempre dopo. Nell’ultima occasione, appena venti minuti più tardi.

La dritta giusta da un’amica della ragazza, che ammise di aver ricevuto l’ordine di noleggiare un’auto. Si scoprì quindi di uno spostamento oltre la frontiera e, con collaborazione della Direzione centrale anticrimine e delle forze di polizia tedesca, partì una ricerca serrata, fino a individuare la coppia a Wiesbaden, nota località turistica.

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Ma la contestazione, quella di violazione della misura di vigilanza del Tribunale, sarebbe stata formulata nell'atto di querela in modo errato, secondo il difensore della donna, l’avvocato Riccardo Mele. Tesi accolta dal giudice. E così, una storia incredibile si chiude in maniera non meno sorprendente.

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