Cronaca Piazzetta Baglivi Giorgio

Fulmine si abbatte sulla chiesa. Rischiato il crollo del frontone, danni consistenti

Il temporale di questa notte ha inferto un duro colpo alla chiesa di Santa Maria della Provvidenza, in piazzetta Baglivi. La potenza della saetta si è scaricata lungo la navata. Caduti calcinacci e ornamenti, spostati interi laterizi del prospetto

La frattura è ben visibile sul frontone.

LECCE – Già domani le impalcature ricopriranno le ferite che il temporale di questa notte ha inferto alla chiesa di Santa Maria della Provvidenza o delle Alcantarine, in piazzatta Baglivi, a pochi passi da Porta Napoli. Il bilancio parziale da arte dell’architetto consulente della curia leccese e dei tecnici della Soprintendenza racconta di danni almeno 200mila euro e di un crollo del frontone evitato per poco.

Un fulmine ha colpito il crocefisso di ferro in cima alla facciata, ha creato un rigonfiamento nella parte posteriore del prospetto e ha scaricato tutta la sua potenza scendendo verso l’unica finestra della facciata, ma anche percorrendo in lunghezza la navata centrale: una frattura dei rivestimenti del soffitto, fino al presbiterio, testimonia la profondità del danno. Calcinacci sono volati all’interno della chiesa, decorazioni della facciata sono cadute intorno alla scalinata d’ingresso, addirittura si sono spostati i laterizi che compongono il frontone si sono pericolosamente spostati, creando i presupposti per un cedimento più ampio che, per fortuna non c’è stato.

Sin dalle 6.30 sono iniziate le operazioni di verifica, proseguite poi per tutta la mattinata. Il personale della Soprintendenza ha fotografato ogni particolare, ma già ad occhi nudo ci si è resi conto dell’entità del danno.  La polizia municipale ha transennato l’ingresso. Il maltempo è stato un evento davvero raro dal punto di vista dell’intensità elettromagnetica: lampi e fulmini si sono susseguiti a lungo, illuminando la città quasi a giorno.

Cenni storici.

I lavori per la chiesa di Santa Maria della Provvidenza, prima annessa al monastero delle Alcantarine, furono avviati ai primi del Settecento dall’architetto Giuseppe Cino, per volontà del chierico Francesco Antonio Riccio. Dal 1824, su richiesta del committente, il barone di Torchiarolo Giuseppe Angrisani, il progetto fu modificato ed eseguito da Mauro Manieri. Con la soppressione della comunità religiosa, la chiesa fu affidata nel 1809 alla confraternita di Santa Maria della Provvidenza mentre il monastero venne abbattuto nel 1835.

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