Cronaca

Fumogeni e tentativo di scontro con gli avversari, scattano due Daspo

I provvedimenti a carico di un leccese e di un magliese per episodi avvenuti nei mesi scorsi al "Via del Mare" e a Uggiano

LECCE – Un 31enne di Lecce, noto alle forze dell’ordine, non potrà assistere alle manifestazioni sportive per cinque anni. Per i primi tre, inoltre, avrà l’obbligo di firma in Questura, durante gli incontri di calcio del Lecce. La decisione è stata assunta dal questore di Lecce in seguito all’incontro disputatosi con il Palermo, in casa, il 21 ottobre scorso (per la cronaca, gara finita con una vittoria dei rosanero). Il 31enne è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza all’interno dello stadio mentre, con il volto travisato, accendeva fumogeni e due torce, per poi  lanciarle verso il rettangolo di gioco.

Non è questo l’unico Daspo. Un altro, sempre di cinque anni, riguarda un 29enne magliese, già destinatario, in passato, di un provvedimento analogo. Al termine della gara fra l’Uggiano Calcio e il Toma Maglie di domenica 18 novembre, si era diretto con fare minaccioso verso i tifosi della squadra locale, cercando lo scontro fisico, colpendo anche un carabiniere in servizio con una gomitata per divincolarsi. Per quella vicenda, era stato già denunciato qualche giorno dopo.

Rimanendo sempre in tema, di recente, la terza sezione del Tar Lecce, ha rigettato le istanze cautelari di sospensione di due provvedimenti di Daspo emessi nell’estate del 2018 a carico di due uomini, uno di 36 anni di Lecce e l’altro di 61 anni della provincia. Sono stati ritenuti legittimi i presupposti per l’applicazione dei provvedimenti.

Il primo era scaturito dopo i fati del marzo 2018, presso lo stadio di Lecce, durante l’incontro di calcio con la Fidelis  Andria, quando il 36enne, presente in Curva Nord, era stato ripreso dalle telecamere con un fumogeno acceso in mano. Per tale ragione era stato denunciato per lancio di materiale pericoloso.

Il secondo, nei confronti del 61enne, era scattato a causa del suo atteggiamento violento – in qualità di componente della dirigenza della locale squadra di basket - nei confronti dei dirigenti di squadra avversaria, arbitri e agenti della forza pubblica, apostrofati con minacce, insulti e offese,  in occasione di un incontro di pallacanestro del campionato di serie B. Era stato denunciato anche per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

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