Cronaca

Furgone Mercedes, ottimo prezzo. L'ingegnosa truffa online con nomi falsi

Indagato un 60enne genovese. Nel tranello è finito un artigiano di Sannicola per per un modello Vito della casa automobilistica tedesca aveva versato un cospicuo anticipo di 2mila euro. Il venditore aveva usato generalità di un'altra persona e per giunta di una società realmente esistente e che si occupa di vendite di auto online

SANNICOLA – Di solito si tratta di smartphone, iPhone e piccoli elettrodomestici. Questa volta no. Questa volta c’era in ballo nientemeno che un furgone Mercedes Vito, messo in vendita alla cifra più che conveniente di 10mila euro. L’offerta è piaciuta a un artigiano di Sannicola, che evidentemente ne aveva bisogno soprattutto per lavoro, e di certo i soldi sono piaciuti a  S.P.G., genovese di 60 anni, magazziniere. Ha ricevuto un cospicuo anticipo di 2mila euro, dopodiché è scomparso come un fantasma. Almeno fino a quando non l’hanno rintracciato i carabinieri, dopo indagini avviate dai militari della stazione di Sannicola. E ora, il ligure, ad oggi incensurato, risponde di truffa aggravata.

Il deferimento alla Procura di Lecce è avvenuto proprio oggi. Rintracciare il 60enne, però, non è stato semplice, anche perché per creare una trappola online aveva usato diversi accorgimenti: le generalità di un’altra persona, risultata del tutto estranea alla vicenda, e persino di una società, anche questa esistente e a sua volta ignara.Un doppio livello di sicurezza, per il truffatore. O almeno così sperava.

L’uomo aveva postato un’inserzione su siti internet, ritenuti tra i più affidabili, di annunci di compravendite di auto a prezzi molto convenienti. E’ caduto nel tranello il malcapitato artigiano salentino, che gli ha inviato con ricarica Postepay un anticipo per l’acquisto, salvo poi veder sparire davanti a sé non solo i soldi, ma anche ogni traccia del venditore: via dal sito di annunci e disattivata l’utenza mobile. Come non fosse mai esistito. 

L’indagine è nata dunque da una denuncia presentata alla stazione di Sannicola. Il venditore aveva peraltro falsificato la sua identità usando, come detto, il nome di un estraneo e per giunta quello di una società realmente esistente ed attiva proprio nelle transazioni online di autovetture. Anch’essa all'oscuro di tutto. Tutto ciò ha complicato più del solito il quadro delle indagini. Solo grazie all’analisi della carta Postepay beneficiaria della transazione ed alla complessa comparazione tra i dati ed i log dei pc impiegati dal venditore, si è potuto smascherare il truffatore. Il quale ora rischia su più fronti. Già, perché non solo dovrà risarcire l'artigiano, ma potrebbe essere chiamato in causa anche dalla persone e dalla società per i quali si è spacciato. 

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