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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca

Furto nel vecchio “Vito Fazzi” di Lecce, una degli arrestati finisce in carcere

All’esito dell’interrogatorio la giudice ha inasprito la misura cautelare nei riguardi della 36enne finita nei guai sabato notte. Concesso l’obbligo di firma al presunto complice

LECCE - Dai domiciliari è finita in carcere Fiorina Calcagnile, la 36enne leccese arrestata sabato notte con l’accusa di aver rubato due borse nella residenza psichiatrica del vecchio "Vito Fazzi" di Lecce, mentre il presunto complice, Mattia Corvaglia, 24enne di Poggiardo, ha ottenuto un’attenuazione della misura in quella dell’obbligo di firma.

La decisione è stata presa questa mattina dalla giudice Maria Francesca Mariano, dinanzi alla quale si è tenuto l’interrogatorio di convalida e contestualmente si è aperto il processo per direttissima ai due presunti responsabili.

Nel confronto, i due indagati, assistiti dall’avvocata Loredana Pasca, hanno negato le accuse spiegando di essersi incontrati nella struttura ospedaliera senza un accordo pregresso, ma per puro caso, legato al fatto che entrambi avevano bisogno di rivolgersi alla guardia medica.

In merito all’accusa di evasione, la donna ha chiarito di avere tre ore al giorno di permesso previa comunicazione alle forze dell’ordine e che quella sera, prima di uscire, aveva contattato i carabinieri. Se questa circostanza dovesse dimostrarsi vera, già domattina, la legale avanzerà istanza di attenuazione della misura cautelare.

Quanto al processo, è stato rinviato perché la difesa ha chiesto del tempo per valutare eventuali richieste di riti alternativi (abbreviato o patteggiamento). 

Tutto è avvenuto nella notte di ieri, quando i due sono entrati all’interno della struttura, in piazza Bottazzi, asportando due borse a pazienti lì ricoverati. Calcagnile non è nuova a vicende simili. Nel suo curriculum ci sono due condanne: una (in abbreviato) a dieci mesi legata alla vicenda in cui rispondeva di tre furti in concorso con Vincenzo Rossetti noto come “Lupin del Salento”, e una a 4 anni e 4 mesi, rimediati in abbreviato e confermati in Appello, per l’aggressione di un anziano finalizzata a rapinarlo. 

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