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Furti a raffica nelle case e ricettazione di ori, invocato il processo per cinque

Sono tutti brindisini, ma i colpi effettuati più volte anche a Lecce, Galatone e Trepuzzi. Ben ventisei i casi contestati

BRINDISI – Due volte a Galatone, quattro a Lecce, una volta a Trepuzzi. Ci sono anche le abitazioni di vittime residenti fra capoluogo salentino e dintorni, fra i ventisei colpi contestati a una banda.  Sono cinque gli imputati, tutti di Brindisi. Tre di loro rispondono dei furti veri e propri, e si tratta di Aldo Cigliola, 45 anni, Giuseppe Polito, 36 anni, e Fabio Spagnolo, 34 anni. Gli altri due, padre e figlio orefici, Vincenzo e Umberto My, rispettivamente di 73 e 50 anni, sono accusati invece di ricettazione di una parte della refurtiva, in particolare gli oggetti in oro. Per tutti e cinque il Tribunale di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare si terrà in primavera.

Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Manuela Pellerino, che ha contestato l’associazione per delinquere finalizzata ai furti nelle abitazioni a Cigliola, Polito e Spagnolo. I ventisei furti furono consumati in un lasso di tempo molto breve, dal 26 gennaio al 23 febbraio del 2012, data in cui i furono arrestati dagli agenti di polizia della sezione Antirapina.

Tra i furti, alcuni anche a Lecce e in provincia, come detto, oltre nella stessa Brindisi in più occasioni, ma anche a San Vito dei Normanni e a Carovigno. I tre si sarebbero introdotti nelle abitazioni, forzando finestre di salotti o camere da letto, arraffando gioielli  e pietre preziose, soldi in contanti, orologi, computer, libretti di risparmio, play station, Ipad e altro ancora. In un’occasione sarebbero riusciti a impossessarsi anche di un fucile automatico calibro 12, regolarmente detenuto.

Vincenzo e Umberto My, invece, dovranno difendersi dalle accuse di ricettazione in concorso. Avrebbero acquistato o ricevuto vari monili d’oro, proventi da furti. Un’accusa che entrambi hanno sempre respinto. Fonti di prova sono le informative della Squadra mobile di Brindisi, corredate dalle denunce sporte da tredici vittime, persone, alle quali si aggiungono intercettazioni e video registrati dalle telecamere del sistema di videosorveglianza dell’oreficeria.

La notizia completa su Brindisireport.it

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