Piaga dei furti nei campi, fermati in due con quintali di angurie nel furgone

Gli agenti delle volanti del commissariato di Nardò hanno bloccato in flagranza poco prima dell'alba un paio di brindisini. Sono indagati anche per un altro episodio. Diversi sono stati i raid ai danni di agricoltori che lavorano nella zona

Il furgone giallo con le angurie dentro.

NARDO’ – Giro di vite sui furti nelle campagne di Nardò e dintorni, un territorio di tale vastità da toccare aree come quelle di Porto Cesareo – fino al confine con la provincia di Taranto - e Leverano. Qui, negli ultimi tempi, diversi agricoltori hanno lamentato una serie di incursioni notturne nelle proprie aziende agricole, con sparizione di ingenti quantitativi di prodotti ortofrutticoli.

Inutile dire che, già provati dall’emergenza coronavirus, così come dalle intemperie, gli agricoltori si sono sentiti in ginocchio. Proprio la vastità dell’area colpita dal fenomeno rende difficile un controllo capillare, ma una prima risposta al problema è arrivata poco prima dell’alba di oggi, quando gli agenti delle volanti del commissariato neretino sono riusciti a bloccare due soggetti che avevano appena perpetrato uno di questi furti. Si tratta di Salvatore Colaci, di 56 anni, e Damiano Carone, di 44, entrambi brindisini e volti già noti alle forze dell’ordine.

I terreni più colpiti in questo periodo si trovano ai margini della strada provinciale 359 (la Nardò-Avetrana), della 112 Tarantina, della 115 Nardò-Leverano e della 21 (Leverano-Sant’Isidoro, fra le contrade Scianne e Pittuini). E attorno alle 4 del mattino, i poliziotti, mentre percorrevano in perlustrazione una di queste provinciali, nel caso in questione la 115, si sono imbattuti in un furgone Citroen Jumper piuttosto vistoso, dato che di colore giallo. A bordo, proprio Colaci e Carone che, sentitisi con il fiato sul collo, hanno deciso di fermarsi, non avendo modo di sfuggire a un controllo.

Nel veicolo c’erano angurie di grossa taglia, circa 45 quintali. Erano appena state raccolte. E i due non si sono sottratti alle proprie responsabilità. Non potendo giustificare il possesso di quel carico, hanno ammesso di aver asportato le angurie da un terreno della zona. Il campo è stato in breve individuato: si trova in località Masseria Le Stanzie, in agro di Nardò. Qui c’erano altri 20 quintali di angurie già recise dalla pianta, pronte per essere caricate sui mezzi. Restituita la merce al proprietario, i due sono stati arrestati per furto aggravato e ulteriormente denunciati per un tentato furto aggravato.

Durante le indagini svolte dagl agenti diretti dal vice questore Sabrina Manzone, è emerso come i due sarebbero responsabili anche del tentativo di appropriarsi di una cinquantina di ulteriori quintali di angurie presso un terreno di località Castello Sambiasi, fatto verificatosi la notte a cavallo fra 17 maggio e 18 maggio. Le indagini sui furti, ovviamente, non si fermano qui perché è facile ipotizzare come possano esserci più soggetti in circolazione dediti a questo tipo di attività.

Apprezzamenti dal mondo politico

Diversi sono stati gli apprezzamenti giunti dal mondo politico, dopo quest'operazione. Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone e il consigliere delegato alla Sicurezza, Augusto Greco, hanno espresso soddisfazione. Il sindaco ha ricordato che si è trattato di “episodi che hanno destato più di qualche preoccupazione nel comparto agricolo della nostra città e in tutti gli operatori della filiera”. Il consigliere ha rimarcato che “questi furti nelle ultime settimane hanno messo un po’ di pressione ai nostri imprenditori agricoli, peraltro in un momento particolarmente delicato dal punto di vista produttivo e quindi dei bilanci di queste aziende medio e piccole”. E, dunque, “davvero una risposta in tempi molto rapidi, per la quale mi congratulo con gli agenti del nostro commissariato”.

Anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, si è congratulato. “L’operazione portata a temine in queste ore dal commissariato di Nardò i cui uomini hanno stretto le manette ai polsi di due personaggi dediti ai furti ai danni degli imprenditori agricoli, rappresenta una vicinanza forte, di prossimità, a un comparto messo a dura prova e da questi fenomeni e dalla crisi post Covid”.  

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“Lo Stato c’è e che nessun imprenditore agricolo deve sentirsi solo in questa battaglia di legalità”, ha dichiarato, invece, il presidente di Italia in Comune alle Regione Puglia, Paolo Pellegrino. “Sono purtroppo sempre più frequenti i furti ai danni di aziende agricole e di singoli lavoratori. Un fenomeno che, assieme al racket, getta nel totale sconforto uno dei settori nevralgici delle nostre economie locali e già duramente colpito dai mesi di lockdown. Con inevitabili conseguenze di natura economica e sociale”.

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