Cronaca Nardò / Via 25 Luglio

Furti di computer, man bassa in ospedale. Un arresto a Lecce

Ignoti si sono introdotti fra sabato e domenica, nei laboratori dell'ospedale di Nardò, prelevando dieci monitor prima di darsi alla fuga. Un secondo furto di pc è avvenuto nella sede dell'Enaip di Lecce. Arrestato l'autore

NARDÓ - Si sono aggirati per i corridoi bui e deserti dell'ospedale "San Giuseppe Sambiasi" di Nardò, tra le tre e le quattro di notte. Non erano però dei degenti del nosocomio neretino quelli che, tra sabato e domenica, si sono introdotti nei locali del laboratorio di analisi, mandando in frantumi una delle finestre che si affaccia sul pian terreno. Gli evidenti segni di effrazione, lasciano presupporre che sia stato usato un grimaldello per scassinare la serratura. Poi, una volta  all'interno, i ladri hanno prelevato dieci monitor custoditi nei laboratori, risparmiando fortunatamente i computer, dunque l'enorme mole di dati contenuti all'interno, prima di darsi  alla fuga senza lasciare tracce. Sull'episodio sta indagando in queste ore il personale del commissariato di polizia di Nardò, tentando di rintracciare eventuali  testimoni dell'episodio che possano aver notato strani movimenti notturni, se non tra i corridoi, quanto meno nell'area del parcheggio antistante.

DSC01104-13-3Gli agenti della questura di Lecce sono invece intervenuti alle 15.45 di sabato per un secondo furto, avvenuto presso la sede del centro di formazione Enaip, in viale Gallipoli. A denunciare il colpo, una dipendente della società, che ha allertato i poliziotti dopo essersi accorta  dell'assenza del computer, un Apple Imac, di un valore pari a mille e 800 euro, sulla scrivania del proprio direttore. In questo secondo caso, invece, le informazioni contenute nella memoria, sono praticamente finite nelle mani del ladro. Nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 14, l'istituto è un crocevia di persone e studenti che frequentano quei locali. Ma il viavai non ha impedito ad alcuni testimoni di notare, intorno alle 12.45, un uomo alto un metro e 65 circa, di corporatura magra e con i capelli raccolti in una piccola coda, aggirarsi con fare esitante, per i corridoi della società di formazione. Indossava un giubbotto di colore blu su un paio di jeans, assieme a scarpe nere striate di bianco. Forse sentitosi osservato, lo stesso uomo ha deciso di allontanarsi, per poi fare ritorno intorno alle 13.20, quando è stato adocchiato, una seconda volta,  prima di allontanarsi con un computer tra le braccia.

Dopo aver chiesto l'ausilio di una seconda volante, i poliziotti hanno visionato le immagini a disposizione, riconoscendo senza ombra di dubbio Gianluca Fuso, un 36enne già noto alle forze dell'ordine perché sottoposto a misure di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per due anni. Quando gli agenti si sono immediatamente recati in direzione della casa dell'uomo, dove questo ha appunto  l'obbligo di soggiorno, non solo Fuso non era presente, ma lo stesso edificio era deserto e in fase di ristrutturazione. Altre quattro abitazioni, comprese quelle dei familiari dell'uomo, sono state monitorate inutilmente dagli agenti, senza che questi trovassero tracce del ladro. Ma avendo, tra le varie prescrizioni, anche quella di presentarsi la domenica tra le 8 e le 13 in questura per l'obbligo di firma, i poliziotti lo hanno atteso speranzosi. Intorno alle 11.35, infatti, Fuso si è presentato a bordo di una mountain bike, con lo stesso abbigliamento utilizzato al momento del furto, ripreso a sua insaputa dalle telecamere. È stato immediatamente fermato per violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale e denunciato per il furto del computer.

 

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