Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Furti di rame nei depuratori, in cinque in trappola

Dal colpo sfumato, la notte scorsa, nel depuratore di Maglie, allo stato di fermo di un gruppo di rumeni, residenti nella zona di Bari Carbonara. Li hanno scovati i carabinieri. Sospetti su altri due

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MAGLIE - Ci sono indizi che hanno bisogno di prove compiute per corroborare una tesi, ma che pure, da sole, bastano e avanzano per uno stato di fermo. Ed è così che una presunta "banda del rame" (di certo, fra le più specializzate, anche se sono davvero in molti, troppi, nel giro) è finita nella trappola tesa dai carabinieri, dopo un furto andato a vuoto a metà dell'opera, avvenuto la notte scorsa, nel depuratore di Maglie.

I militari magliesi, comandati dal maggiore Andrea Azzolini, già di recente avevano fatto esperienza con la sottrazione di circa 100 chili di rame dall'acquedotto di Corigliano d'Otranto. Episodio che ha generato sconcerto, nella popolazione, e notevoli disagi: per un giorno intero, quel furto ha messo al tappeto un terzo della provincia di Lecce, rimasta senz'acqua (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27670). E' uno dei motivi per cui, in zona, lo stato d'allerta era (e continua ad essere) particolarmente alto, tanto da giustificare una serie di controlli ad hoc presso obiettivi sensibili. Un dispositivo messo in atto proprio in questi ultimi giorni. Ed una tattica che sembra aver dato qualche frutto: la notte scorsa sette persone, tutte di nazionalità rumena, sono state bloccate in prossimità del depuratore assaltato.

Su due, una coppia, le indagini sono appena in embrione; per il momento entrambi si trovano a piede libero. Su altri cinque, già pende, come anticipato, uno stato di fermo. Si tratta di: Stefan Tinjala, 55enne; Mario Cosmin Falcoe, 24enne; Florin Nicolae Bazavan, 33enne; Aurel Dumitri Neatu, 34enne; Marian Neautu, 25enne (gli ultimi due, fratelli).

Gli indizi, si diceva. Tanti. Non solo il fatto che siano tutti di una stessa nazionalità. C'è di più. I sette risiedono tutti quanti fuori provincia. Nella zona di Bari Carbonara, per la precisione. Ad oltre 200 chilometri di distanza da Maglie. E che la notte appena trascorsa, fra le 3 e le 4, prima e dopo il colpo tentato nel depuratore, si trovassero tutti nelle vicinanze del depuratore, è veramente una singolare combinazione. Specie se si consideri che lo stabile sorge in una contrada conosciuta come San Sidero, lungo la strada per Cutrofiano. Una località che bisogna andare a cercare con la mappa.

Se poi si aggiunge che tre delle persone in stato di fermo annoverano precedenti specifici e che un paio sono pure bravi elettricisti, le "casualità" si fanno ancora più strane. Coincidenza fra le coincidenze, se si vuole aggiungere, il fatto che i carabinieri, sempre nella stessa zona di San Sidero, abbiano trovato due furgoncini rubati, sempre ieri notte, da una carrozzeria di Corigliano d'Otranto: un Renault ed un Ducato.

Ma è bene andare con ordine. I primi due rumeni, un uomo ed una donna, sono stati bloccati intorno alle 3 di notte da una pattuglia di carabinieri, per un controllo. Viaggiavano in auto. E' parso singolare fin da subito che si trovassero in zona San Sidero, provenienti da Bari Carbonara, a quell'ora più che insolita. Tant'è. Patente, libretto, tutto in ordine e via. Solo dopo, sarebbe maturata l'idea di un loro possibile coinvolgimento. Non si esclude un ruolo, infatti, nella vicenda. Per esempio, da battistrada per il "gruppo operativo".

Sta di fatto che, all'improvviso, quando i due erano già svaniti chissà dove, è avvenuto il tentativo di furto. Erano le 3,30 circa. Una segnalazione, la mancanza di rete, e si sono messi in allerta anche nella centrale operativa de "La Folgore", istituto di vigilanza privata che sorveglia il depuratore. La guardia giurata s'è fiondata sul posto. Il cancello era aperto, con la catena tranciata. Forzata anche una porta posteriore. A terra, attrezzature e cavi tagliati. Pronti, evidentemente, per essere portati via. Ma i ladri, nel frattempo, erano già fuggiti. In fretta e in furia. Tanto da abbandonare anche alcuni attrezzi del mestiere. Sui quali sono state successivamente rilevate le impronte digitali, che verranno messe a confronto con quelle dei sospettati.

La guardia giurata, nel frattempo, aveva avvisato i gestori del depuratore ed i carabinieri, i quali erano comunque già all'opera in strada. Tanto che in zona, subito dopo, sono stati bloccati altri cinque rumeni. Per l'appunto, Tinjala, Falcoe, Bazavan, ed i fratelli Neatu. Condotti in caserma, alcuni di loro avrebbero già abbozzato una mezza confessione. Ulteriore tassello fra i tanti. Un dettaglio: l'esperienza di elettricisti di un paio fra loro sembra evidente. Energia staccata, diversi cavi tranciati alla perfezione. Tutti della stessa misura. Altre tracce si cercano nei due furgoni rubati e ritrovati non lontano dal depuratore. Qualora fossero stati razziati da loro, la questione avrebbe un senso: niente di meglio per infilarci attrezzature sottratte nel depuratore.

Ma i carabinieri devono chiarire ancora tante cose. Non si esclude un coinvolgimento degli stessi personaggi nei furti, riusciti o tentati, nelle scorse notti. Non solo ai danni dell'Aqp di Corigliano, ma anche nei depuratori di Copertino e San Cesario di Lecce.

"Episodi sistematici e, allo stesso tempo, sintomatici della presenza di una banda che agisce in modo coordinato", ha spiegato il colonnello Maurizio Ferla, comandante provinciale dell'Arma, nel corso di una conferenza stampa convocata questo pomeriggio, alla presenza del maggiore Azzolini e del comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Maglie, il tenente Rolando Giusto. Tutti fatti che "stanno creando un allarme diffuso - ha proseguito il colonnello Ferla -; per questo, sono state predisposte pattuglie, non solo in uniforme, ma anche in abiti civili, presso luoghi come i depuratori ed acquedotti che prima non erano stati considerati remunerativi".


Si tratta di un business, quello del rame e del materiala ferroso, che sta generando scompiglio in tutta Italia. Il fenomeno è ormai diffuso ovunque, e c'è sempre qualche inesperto che rischia la vita per qualche centinaio di euro. Sta di fatto che non passa ormai notte, senza qualche episodio. Basti pensare che, sempre ieri, i carabinieri della stazione di Racale, hanno denunciato in stato libertà, un 46 enne ed un 57 enne del posto, sorpresi a bordo di un autocarro e una motoape, durante il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, senza autorizzazioni. Materiale ferroso, per 11 quintali circa. Non sono certo i primi. Non saranno gli ultimi.

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