Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Alliste

Furti di veicoli a ripetizione, i tre arrestati confessano davanti alla giudice

Ieri, durante gli interrogatori di garanzia, gli uomini accusati di essere i maggiori esponenti di una banda attiva nel Basso Salento, hanno ammesso gran parte degli addebiti

ALLISTE - Hanno ammesso gran parte degli addebiti i due uomini accusati di essere i maggiori esponenti di una banda specializzata in furti, soprattutto di veicoli: Gianluca Manni, 42enne di Racale, e Alessio Protopapa, 55, di Racale. E lo stesso ha fatto anche Eros Fasano, 59enne di Melissano (anche se domiciliato ad Alliste),  in merito all’unico colpo che gli viene attribuito nell’ordinanza di custodia cautelare. 
Gli interrogatori si sono tenuti ieri mattina davanti alla giudice per le indagini preliminari Anna Paola Capano e al momento, le difese, rappresentate rispettivamente dagli avvocati Stefano Stefanelli, Mario Ciardo, e Claudia Strafella, si sono riservate di chiedere un’attenuazione della misura cautelare. 
Nello stesso procedimento risulta indagato a piede libero N.C., 21enne di Gallipoli, ma residente a Parabita. 
Fondamentali all'individuazione dei responsabili sono stati i filmati ripresi dalle telecamere installate nelle zone in cui gli stessi avrebbero agito utilizzando le loro auto, sulle quali i carabinieri avrebbero poi piazzato gps così da poterli pedinare a distanza.
Non solo. In casa di Manni era stato installato anche un sistema di videosorveglianza.

A quest’ultimo l’ordinanza del gip è stata notificata nel penitenziario di “Borgo San Nicola”, dove era rientrato il 29 maggio scorso perché pur essendo ai domiciliari per tentato furto d’auto commesso in concorso con Fasano (qui, i dettagli) aveva trasgredito le prescrizioni dell’autorità giudiziaria, accogliendo tra le mura domestiche l’altro amico, Protopapa, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Nella stessa giornata furono arrestati (in flagranza) anche la moglie e il genero, dopo che la Guardia di Finanza trovò in casa cocaina e in un’area esterna all’abitazione un bunker dove coltivare droga.
Così come riportato in un precedente articolo, in tutto sono 11 i colpi, in particolare 8 furti riusciti e tre tentati) attribuiti a vario titolo agli indagati, avvenuti tra marzo e aprile scorsi, principalmente nel Basso Salento, e in alcune circostanze anche con il trasporto dell’auto da rubare agganciata tramite funi ad altri veicoli. 
Il primo episodio risale al 10 marzo: intorno alle 2, Manni e Protopapa avrebbero cercato di rubare una Fiat Punto, a Montesardo (frazione di Alessano), con un complice, allo stato non identificato, che avrebbe fatto da palo. Ma il colpo sfumò per il transito di una pattuglia dei carabinieri. Nonostante questo, un’ora dopo i due arrestati si sarebbero appropriati di un’altra vettura dello stesso modello, sempre a Montesardo.
Risale invece al 21 marzo la scomparsa di due autocarri Iveco, parcheggiati nei pressi delle abitazioni dei proprietari, ad Alesano, ed è attribuita dagli inquirenti a Manni, in concorso con due individui rimasti sconosciuti. Nell’elenco, ci sono poi il furto di una Fiat Grande Punto, non riuscito per l’installazione del blocca sterzo, del 13 aprile, e quello messo a segno nella stessa giornata, solo sette minuti dopo, di una Fiat 500 X, a Tricase, di cui Manni si sarebbe reso responsabile con il 21enne indagato a piede libero. A Manni, in concorso con Protopapa, è attribuito anche il furto nel bar “Belvedere” a Santa Maria di Leuca (frazione di Castrignano del Capo), il 15 aprile. Il bottino fu di: una macchina da caffè, un proiettore digitale, un televisore 55 pollici e varie bottiglie di liquori.
Il giorno dopo, invece, secondo le carte dell’inchiesta, intorno alle 5.30, Protopapa con altri due soggetti avrebbe tentato il colpo nella trattoria “Tatanca”, a Santa Maria di Leuca. Non è dato sapere se l’indagato avrebbe desistito dopo essersi accorto dell’arrivo dei militari, anche se non erano a bordo di un’auto civetta, o se non trovò niente di interessante nel locale, essendo in corso lavori di ristrutturazione.
A seguire, il 17 aprile, Manni con Protopapa avrebbe asportato un furgone Iveco Daily nella stessa frazione di Castrignano del Capo, che fu poi ritrovato dai militari il giorno seguente, in contrada Lavati, e Manni e con Fasano avrebbe invece rubato una Fiat 500 L, a Galatina.
Dopo l’arresto di questi ultimi, Protopapa non si sarebbe fermato: il 25 aprile, si sarebbe impossessato di una Panda, e due giorni dopo, di un ciclomotore Ape Piaggio 50, entrambi parcheggiati a Morciano di Leuca.

Durante uno dei sopralluoghi, con la collaborazione dei colleghi forestali di Gallipoli, i carabinieri hanno sequestrato un’area di circa mille metri quadri in cui si trovavano carcasse e pezzi di auto smontate, una sorta di “cimitero” dei veicoli rubati.

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