Furti nei campi fotovoltaici: cade accusa di associazione per ex vigilante

Diego Quarta, il 36enne di Monteroni di Lecce, arrestato all’alba del 25 febbraio scorso, nell’ambito di una vasta operazione della squadra mobile di Brindisi, passa ai domiciliari. Resta in piedi l'accusa di aver favorito una banda in un colpo ai danni di un impianto a Salice Salentino

BRINDISI – Cade l’accusa di associazione per delinquere nei confronti di Diego Quarta, il 36enne di Monteroni di Lecce, ex guardia giurata, arrestato all’alba del 25 febbraio scorso, nell’ambito di una vasta operazione della squadra mobile di Brindisi. Quarta è accusato di aver agevolato una banda (almeno in un’occasione), composta da brindisini, dedita ai furti in aree industriali e nei campi fotovoltaici nelle due province.

Stessa sorte per Emanuel Magrì, 30enne di Mesagne, ex manutentore. Anche nel suo caso vi sarebbe stata una complicità nel favorire i ladri, e anche per lui è decaduta davanti ai giudici del Tribunale del riesame, nell’udienza odierna. In particolare, ai due è contestato un episodio, quello riguardante un campo fotovoltaico di Salice Salentino, fatto che risale al 16 novembre del 2012. Quel giorno furono sottratti circa 50 quintali di cavi in rame dall’impianto “Elio Salice” di Salice Salentina, in contrada Fiuschi (zona Masseria Morigine Piccolo), di proprietà dell’Apulia Renewable Energy Srl di Roma.

Ad agire sarebbero alcuni dei vari indagati (in tutto la polizia ha fermato diciassette persone). Antonio Leo e Gianluca Giosa, alla guida di una Range Rover, avrebbero diritto le operazioni. Tiziano Martina e Antonio Cannone avrebbero fornito i mezzi per il trasporto della refurtiva, ovvero un camion Ford Transit, guidato da Cosimo Schena e un autocarro Fiat Iveco guidato da Antonio Caforio.

Magrì, quale operaio addetto alla manutenzione del campo fotovoltaico, avrebbe fornito il necessario supporto tecnico sia nell’individuazione dell’obiettivo sia nella neutralizzazione dell’impianto dall’allarme e delle telecamere di sorveglianza. Quarta, dal canto suo, addetto alla vigilanza, avrebbe omesso di controllare.

Magrì ha ottenuto l’annullamento di altri due capi di imputazione: quello riguardante il furto nell’impianto fotovoltaico “Ecopower srl” di contrada Santa Lucia, nelle campagne di Brindisi, del 3 novembre 2012, e quello all’interno del sito fotovoltaico “En014y” di Cellino San Marco, consumato la notte fra il 10 e l’11 novembre 2012. Entrambi sono passati dal carcere ai domiciliari. Quarta era all’epoca impiegato nell’Alma Roma, con cui è cessato il rapporto di lavoro da molto tempo. La stessa società di vigilanza è estranea ai fatti. Magrì era invece in quei giorni in forza alla Cems, società che si occupa della manutenzione elettrica dei siti fotovoltaici. Anche in questo caso, l’azienda è estranee alle accuse mosse al suo ex dipendente. 

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(Da Brindisireport.it)

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