Cronaca

Il colpo va in fumo, acciuffato un membro della banda dei pannelli fotovoltaici

Carabinieri e finanzieri hanno fermato un 37enne marocchino residente a Salerno. Fuggiti gli altri componenti. Sequestrato un Ford Transit con metà della refurtiva. L'uomo riconosciuto da una guardia giurata. Addosso aveva anche gli attrezzi del mestiere. E ora a caccia dei complici

CORIGLIANO D’OTRANTO – Una delle imprese più difficili è sicuramente acciuffare gli elementi delle bande che ogni notte, o quasi, fanno razzie di pannelli fotovoltaici in provincia di Lecce.

Favoriti dalle tenebre e dagli ampi spazi, sono lesti a fuggire inghiottiti dalle sterminate campagne, ogni volta che arrivino guardie giurate e forze dell’ordine. Questa notte, però, nella zona di Corigliano d’Otranto, e per la precisione in contrada Costa Montagna, è andata veramente male alla banda che aveva deciso di infilarsi in un campo, arrivando a smontare almeno un’ottantina di moduli. Quattro o cinque gli individui che hanno eseguito il furto usando più mezzi per trasporto.

Le ricerche sono iniziate subito, dopo che è scattato l’impianto d’allarme; da Maglie sono arrivati i carabinieri dell’aliquota radiomobile e i finanzieri della tenenza, che grazie a un rapido coordinamento, sono riusciti a recuperare parte della refurtiva e ad assicurare alla giustizia uno degli autori del furto. Si tratta di Khalid Naji, 37enne marocchino, ma residente in provincia di Salerno.

IMG_3716-2Tutto è avvenuto poco dopo le 4,30 del mattino. Mentre finanzieri scoprivano un furgone Ford Transit bianco, risultato rubato a maggio di quest’anno, senza conducente e sul quale vi era la metà dei pannelli rubati, i carabinieri fermavano il marocchino, mentre cercava di allontanarsi dal posto bordo di una Volkswagen Passatcon gli indumenti ancora sporchi di terra e fango.

NAJI Klalid-2L’uomo aveva oltretutto alcuni arnesi per smontare le attrezzature. Ma per incastrarlo, c’è voluta la preziosa testimonianza di una guardia particolare giurata della Securpol Security di Racale.

Riconosciuto quale uno fra gli autori, è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. Su disposizione del pubblico ministero di turno, Antonio Negro, è stato trasferito nel carcere di Borgo san Nicola, a Lecce. 

Da qui inizierà il grosso delle indagini. Perché non sono le forze dell’ordine cercheranno d’individuare gli altri componenti del gruppo (scappati con metà del bottino), ma, di certo, potrebbero anche essere gli stessi che hanno già eseguito un numero indefinito di colpi analoghi. E il fatto che in questo caso l’autore sia un marocchino che risiede in Campania, potrebbe essere un ulteriore indizio rilevante.

Potrebbe, cioè, indicare una delle zone in cui vengono commissionati questi furti molto specifici, avvalorando anche la pista che porta verso i mercati esteri, e non solo dell’Est, come testimonia una recente scoperta di pannelli rubati a bordo di navi in partenza verso il Nord Africa. Quello dei moduli in silicio, d’altro canto, sembra rappresentare un business importante, tale da fare gola anche agli ambienti della criminalità organizzata.      

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