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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Carmiano

Furti e rapine in pieno lockdown: in due scelgono l’abbreviato

Si aprirà il 20 dicembre davanti al giudice Toriello il processo nei riguardi di due uomini finiti nell’inchiesta “Robberriers down”. Un terzo ha già patteggiato tre anni e mezzo di reclusione

CARMIANO - Si discuterà il prossimo 20 dicembre davanti al giudice Michele Toriello il processo con rito abbreviato nei riguardi di Gianfranco Petrelli, 48enne di Salice Salentino, e Francesco Carrozzo, 33enne di Magliano (frazione di Carmiano), finiti nell'inchiesta denominata “Robberriers down”, dall’inglese “rapine perpetrate” e che richiama anche il termine lockdown, ossia il periodo in cui sarebbero stati messi a segno una serie di furti, tra febbraio e marzo del 2020.

I due furono arrestati, il 23 novembre del 2020, dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce e dai colleghi della task force specializzata nel contrasto ai reati contro il patrimonio, insieme a Matteo Vadacca, 32 anni di Carmiano.

Questi ha chiuso il suo conto con la giustizia cinque mesi fa, patteggiando tre anni e mezzo di reclusione col giudice Sergio Tosi.

Dal banco degli imputati sarà Carrozzo a dover rispondere del maggior numero di rapine, furti di vetture e furti presso gli esercizi commerciali. Non solo, al 33enne è contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale perché la sera del 29 marzo dello scorso anno, avrebbe lanciato dall’auto sulla quale viaggiava due casse di birra appena sottratte dal circolo ricreativo privato “Only Friends”, a Magliano, contro la vettura dei carabinieri che lo stava inseguendo. In questa circostanza, come in altre, avrebbe agito con un complice rimasto sconosciuto, mentre, in alcune occasioni, avrebbe agito con Petrelli e Vadacca.

Col primo, per esempio, il 20 marzo, sarebbe riuscito a mettere a segno la rapina da 1.500 euro nella tabaccheria “Dante regali e tabacchi”, ad Arnesano, col secondo invece quella del 3 aprile nel forno “Centonze”, a Magliano, dove dopo aver minacciato con una pistola un dipendente e averlo preso a pugni, si sarebbe impossessato dell’incasso di dieci euro. Insieme a Vadacca, quello stesso giorno, Carrozzo avrebbe fatto irruzione in un altro forno, “La Puccia”, ad Arnesano, esplodendo prima un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio, e poi prendendo a schiaffi il titolare al quale fu sottratto il portafogli con 130 euro.

I tre, come detto, finirono in carcere, ma Petrelli fu scarcerato subito dopo dal Tribunale del Riesame per assenza di gravi indizi di colpevolezza.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Cosimo D’Agostino e Stefano Pati.

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