Le indagate ammettono un solo furto: "Non siamo ladre seriali di appartamenti"

Giuliana Nicolic, 22enne, e Nesa Nenadovcki, di 18 anni, hanno ammesso le responsabilità per il furto avvenuto in un'abitazione di via Giustino De Jacobis, ma negato tutti gli altri dei giorni scorsi. "Abbiamo agito per necessità"

 

LECCE – Hanno ammesso il colpo in casa di una donna, in via Giustino De Jacobis, avvenuto la mattina del 16 luglio, ma hanno respinto fermamente ogni addebito per quel che riguarda gli altri furti avvenuti a Lecce nelle ultime settimane. Effrazione e saccheggi di denaro e gioielli in svariati appartamenti, per un valore totale che supera le centinaia di migliaia di euro e che riguardano anche casa di un giudice e di due avvocati.

Giuliana Nicolic, 22enne, nativa di Varese, e Nesa Nenadovcki, 18 anni da poco compiuti, originaria di Zagabria, sono state interrogate questa mattina nel braccio femminile del carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dal gip Annalisa De Benedictis. Assistite dall’avvocato Maurizio Scardia, nominato d’ufficio, le due giovani donne hanno raccontato la loro versione dei fatti, sostenendo di essere giunte nel capoluogo salentino in treno, intenzionate a raggiungere il reparto di ginecologia dell’ospedale “Vito Fazzi”, che le sarebbe stato indicato da persone esterne, per una visita, che avrebbe riguardato in particolare la 18enne, in stato interessante.

Le due giovani di origine slava, però, hanno sostenuto di non aver trovato la via del nosocomio e di aver iniziato a chiedere l’elemosina, avendo necessità anche per gli altri figli, neonati. In questo loro girovagare, avrebbero pure citofonato ad alcune abitazioni, salvo poi trovare la porta aperta, in via De Jacobis, e aver deciso di entrare e, alla fine, sottrarre il possibile. Secondo stime denunciate alla questura dalla vittima, che s’è vista comunque tornare indietro la refurtiva, si tratterebbe di ori per un valore approssimativo di 50mila euro.

L’avvocato Scardia ha chiesto la possibilità di ottenere i domiciliari, stante la particolare situazione famigliare delle due indagate, ed ha indicato anche le località, a Roma, in casa dei rispettivi suoceri, dove potrebbero scontare il periodo di arresto. Il gip De Benedictis s’è riservata di assumere una decisione nelle prossime ore.   

Giuliana Nicolic e Nesa Nenadovcki (la prima già nota alle forze dell’ordine) sono state sorprese poco dopo aver consumato il furto in appartamento dagli agenti della mobile, che già erano a caccia delle imprendibili “occhi di gatto” le quali, con i loro furti, hanno generato un vasto allarme sociale nel capoluogo.

La polizia, infatti, già prima di sorprenderle, era sulle tracce proprio di due giovani donne, immortalate dopo uno dei tanti colpi da alcune videocamere di sorveglianza. Nel corso dell’interrogatorio odierno, però, le indagate hanno negato con decisione di essere le persone ritratte nelle immagini.

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Certo è che, la mattina dell’arresto, le due ragazze sono state rintracciate dalla polizia nella zona di piazzale Rudiae dagli agenti che, andando a svolgere un sopralluogo proprio in via De Jacobis dopo la telefonata appena giunta al 113 per denunciare il furto, hanno subito notato quelle due giovani, per loro somiglianti alle sospettate dei giorni precedenti, decidendo di fermarle. E già da un sommario controllo fra gli effetti personali, sono stati scoperti molti oggetti d’oro nelle borse, poi riconosciuti per propri dalla vittima. Le indagini sono ancora in corso.

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