Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Via Colonnello Archimede Costadura

Negozi e bar alla mercé dei ladri nelle zone semicentrali. Furto anche in ateneo

Nella notte appena trascorsa, sono due i furti consumati rispettivamente in una caffetteria nei pressi di Piazza Ariosto, e nel laboratorio informatico del palazzo Codacci Pisanelli. Nel primo episodio, i ladri hanno sottratto contanti dal registratore di cassa e da una slot machine; nel secondo, sono fuggiti con un pc. In entrambi i casi indagano gli agenti di polizia

Il bar "Santa Maria" di via Costadura. I ladri hanno forzato la finestrella.

LECCE  - Ormai prediligono il centro. Persino i ladri sono più “snob” e per i propri colpi, ormai hanno scelto il cuore della città. Nella notte appena trascorsa, infatti, sono almeno due i furti accertati, messi a segno in due zone a ridosso del centro storico di Lecce: il primo ai danni di un bar. Il secondo è stato perpetrato nei locali dell’ateneo salentino, dove era stato già tentato un furto analogo alcune settimane addietro.

Nel primo episodio, di cui non è dato conoscere l’ora precisa, alcuni individui hanno manomesso una finestra, di piccole dimensioni, posta nella parte superiore di un ingresso secondario della caffetteria “Santa Maria”. Lo storico bar, all’angolo tra via Colonnello Costadura e Via D’Annunzio, nei pressi di Piazza Ariosto, ha diverse entrate. Una di queste, protetta da una robusta inferriata, è stata comunque violata dall’agilità dei ladri, i quali sono stati in grado di inerpicarsi fin su, per poi accedere al bar. Entrati, si sono impossessati immediatamente del denaro custodito all’interno del registratore di cassa: una somma di circa 40 euro.

Smaria-3Hanno resistito alla tentazione di arraffare i biglietti “gratta&vinci”, ma non a quella delle monete di una slot machine. Questa è stata “ripulita”, ma l’importo esatto finito nelle mani dei ladri è ancora in fase di quantificazione. Nessun altro danno, a parte la refurtiva prelevata e il vetro rotto, è stato arrecato all’esercizio. Il furto è stato scoperto all’alba, dallo stesso titolare che, assieme al padre, gestisce da sempre la nota pasticceria. Sul posto, gli agenti di polizia della sezione volanti, i quali hanno eseguito un sopralluogo assieme al malcapitato, per stabilire l’entità del danno.

Sempre in mattinata, inoltre, una docente universitaria dell’ateneo leccese ha scoperto un altro furto, all’interno del laboratorio informatico, nel piano seminterrato dell’ex sede del Rettorato. Qualcuno è riuscito ad accedere alla struttura, dopo aver scavalcato il cancello e forzato l’ingresso, per poi impossessarsi di uno dei personal computer custoditi nell’aula. Anche in questo secondo episodio, sono stati i poliziotti della questura leccese, assieme al personale della scientifica, ad eseguire i rilievi utili alle indagini.

In un pomeriggio di fine agosto, i malviventi hanno tentato un colpo simile, sempre nella sede delle facoltà umanistiche dell’Università del Salento, senza riuscire ad asportare nulla. In quell’occasione, in realtà, hanno danneggiato gli infissi e, una volta all’interno, hanno provato a portare via un televisore custodito nel laboratorio. Ma l’arrivo delle guardie giurate li ha messi in fuga.

Ma non è tutto. Alcuni giorni addietro, infatti, anche un altro bar della zona, a circa cento metri, il “Bon Caffè” di via Petrarca, è stato visitato dai malviventi. Intorno alle 3 de 26 settembre scorso, i ladri hanno scardinato la saracinesca, riuscendo a sottrarre sia il contenuto di una slot machine, sia quello di una macchina cambia soldi. Non contenti, hanno atteso uno dei week-end successivi per ritornare all’azione. Sono infatti tornati sul posto, a distanza di giorni. Utilizzando lo stesso ingresso, sono riusciti a svuotare il cassetto del registratore di cassa, e fuggire prima dell’arrivo della polizia, allertata in un secondo momento dai gestori.

Più in generale, gli ultimi mesi hanno visto le zone semicentrali del capoluogo salentino finire alla mercé di malviventi. Una decina di giorni addietro, infatti, è balzata alle cronache locali la rapina ai danni della tabaccheria di viale dell’Università, proprio di fronte al mercato di Porta Rudiae. A stupire è stata soprattutto la modalità con la quale il colpo è stato messo a segno: in due si sono, infatti presentati in pieno giorno nel locale, rigorosamente armati, per poi fuggire “indisturbati” lungo le vie dell’isolato.

Un ragazzo è stato fermato alcuni giorni dopo, incastrato dalla moto utilizzata, e ritenuto il complice dell’autore. Il ricordo va, a ritroso, anche a un’altra violenta rapina, subita da un tabaccaio della zona di Piazza Ariosto, una domenica di maggio. Non risulta difficile comprendere perchè i cittadini richiedano ora più presenza delle forze dell’ordine. Più controlli in quelle zone che, forse in quanto centrali, non vengono ritenute alla stregua di punti sensibili. Come se le mura cittadine, o la circonvallazione, fossero una cortina di ferro sufficiente per separare il mondo degli onesti commercianti, dalla delinquenza locale. E’ come se zone più frequentate e, reputate da sempre sicure, stessero pian piano diventando zone franche. E' una percezione che in tanti cominciano ad avere.

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