Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca Litorale / Via Castellaneta

Razzia in casa di un bancario. Rubati gioielli per 9mila euro, pistola e munizioni

Nel primo pomeriggio, i malviventi si sono introdotti nella casa dell'uomo, a San Cataldo, appropriandosi dell'armadio blindato. All'interno, oltre ai preziosi, anche una "Smith Wesson", tre chilogrammi di polvere da sparo e decine di cartucce. Ricercati dalla polizia

Foto di repertorio

SAN CATALDO (Lecce) – Non c’è solo il gesto, ma tutti gli effetti “collaterali” che questo furto potrebbe comportare. Inquieta, e non poco, il colpo messo a segno nel primo pomeriggio in via Castellaneta, a San Cataldo, ai danni dell’abitazione di un bancario leccese. 

Intorno alle 15, una banda di malviventi – poiché è impensabile che ad agire ce ne sia stato soltanto uno – ha preso di mira la villa. Dapprima il gruppo ha scardinato la serratura del cancello, danneggiandolo. Poi, scavalcando il muro di recinzione, passando dal giardino di una casa adiacente,  i malviventi hanno trovato facile accesso all’ingresso.

Si sono introdotti da una finestra dell’abitazione e, una volta all’interno, hanno messo  a soqquadro le stanze, rovistando tra i cassetti fino a puntare un armadio blindato. Forse l'oggetto dei desideri già stabilito dai malviventi che, con ogni probabilità, erano a conoscenza di quel prestigioso "eldorado" custodito in casa.

 Così sono riusciti ad estrarlo e se ne sono impossessati. E’ quanto era nascosto a sconcertare lo stesso proprietario e gli investigatori che indagano sul caso. Dentro la cassaforte, infatti, non solo preziosi e monili per un valore di 9mila euro, ma anche una pistola calibro 40 ”Smith&Wesson”. E non è tutto. Circa 75 proiettili e tre chilogrammi di povere da sparo erano custoditi nel deposito a muro arraffato dai ladri, assieme ad alte munizioni, il tutto detenuto legalmente dalla vittima del furto.

Sul posto, nello sconcerto del titolare dell’appartamento, sono giunti gli agenti di polizia della sezione volanti, assieme ai colleghi della scientifica per i rilievi utili a fare luce sull’accaduto. Oltre all’ingente danno arrecato al bancario, infatti, persiste la preoccupazione della modalità con la quale potrebbe essere riutilizzato il “bottino”.

La raccolta di elementi da parte del personale della questura è cominciata subito: al vaglio dei poliziotti, oltre alle riprese delle videocamere impiantate in zona, utili quanto meno alla ricostruzione del tragitto effettuato dei balordi, anche le eventuali dichiarazioni di testimoni, i quali potrebbero fornire aspetti determinanti alla ricerca dei responsabili. I quali vanno fermati a stretto giro, per scongiurare il rischio di più gravi conseguenze.

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