Cronaca

Si comporta male in comunità. Arrestato nel blitz, 35enne torna in cella

Uno dei 49 affiliati dell'organizzazione criminale, sgominata con una retata della Squadra mobile, è stato costretto a lasciare il centro di recupero. Ha creato malcontenti tra gli ospiti, continuando ad assumere stupefacenti

Foto di repertorio (tutti i diritti riservati)

LECCE - È dapprima finito in carcere, assieme ad altri 48 affiliati ad un'organizzazione criminale, specializzata in estorsione e spaccio di droga, nella zona di Lecce. Era lo scorso 24 gennaio, e durante l'operazione "Cinemastore", per Sandro Fuso, 35enne leccese, sono scattate le manette.  Dapprima con ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi affidato ad una comunità di recupero, visto lo stato di tossicodipendenza. Ma ora, torna nuovamente in cella. Sandro Fuso-3-2

Il comportamento tenuto da Fuso, infatti, non ha soddisfatto i dirigenti della Comunità “Arcobaleno”, di via San Pietro in Lama che, all'epoca dei fatti, si era resa disponile ad accoglierlo. Il 35enne non deve avere, infatti, particolarmente legato con gli altri ospiti della comunità. Le analisi tossicologiche, infatti, hanno evidenziato la presenza di oppiacei nel suo sangue, segno evidente che, l'assunzione di sostanze stupefacenti, fosse molto recente. Se gli arresti domiciliari presso la  comunità sono stati concessi per consentire all'uomo una possibilità di recupero della tossicodipendenza, Fuso ha dimostrato di non avere una determinata convinzione a redimersi. È quanto deve aver dedotto il gip, Alcide Maritati, che ha stabilito, con un'ordinanza, l'inasprimento del regime cautelare, costringendo l'uomo a ritornare in cella.

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