"Paura di ritorsioni": fucile e munizioni nascosti, l'arrestato non fa nomi

Il 46enne di Gagliano trovato con un'arma clandestina reale e altre giocattolo, ma tutte nascoste in casa, passa comunque ai domiciliari

LECCE – Avrebbe custodito quel fucile a canna mozzata e le munizioni su imposizione di altri soggetti. Una “richiesta” davanti alla quale non avrebbe potuto o saputo opporre un diniego. Da considerare che, per quanto non vere, in casa c’erano anche altre armi, giocattoli e scacciacani, pure queste, però, ben nascoste e senza tappo rosso: un mitra da softair e un paio di pistole. Avrebbero potuto confondere chiunque, se impiegate in un’azione criminale.

Ma per conto di chi avrebbe agito (o, comunque, sarebbe stato obbligato a farlo) Rino Protopapa? I nomi, quelli no. Non li ha fatti. Paura di ritorsioni. L’ha detto chiaramente. E se ha ottenuto i domiciliari, è solo in virtù della fedina penale. Non era mai stata sporcata da precedenti di particolare rilievo. Non un personaggio di grossa caratura, dunque. E tuttavia, visti i gravi indizi di colpevolezza, per il giudice per le indagini preliminari Simona Panzera sussistono le esigenze cautelari. Proprio perché s’ipotizza la contiguità ad ambienti delinquenziali.

L’uomo, 46enne di Arigliano, frazione di Gagliano del Capo, difeso dall’avvocato David Alemanno, dopo la convalida dell’arresto, ha dunque lasciato il carcere di Lecce, ma per il momento non ha comunque riacquistato la piena libertà. Le accuse a suo carico, detenzione di arma clandestina, di munizionamento e ricettazione, riguardano quel fucile, un Franchi con matricola abrasa, e una serie di cartucce calibro 12. Ovviamente, non ci sono contestazioni penali per le altre armi, quelle a salve, ma è chiaro che il loro ritrovamento nel corso della stessa perquisizione, ha concorso a formare un’idea negli investigatori del Nucleo operativo radiomobile di Tricase.

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I militari sono andati quasi a colpo sicuro, l'altro ieri, quando hanno proceduto all’arresto dell’uomo, dopo una perquisizione certosina, su mandato della Procura. Il più era stato nascosto dietro lo zoccolo della cucina. Una pistola a salve, invece, si trovava sotto alcuni mattoni forati di cemento, nel giardino. Ma cosa vi sia dietro a tutto questo, lo sveleranno, eventualmente, le ulteriori indagini.

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