Cronaca

Operazione Galatea, nuovo stralcio. Indagati gli ex sindaci Venneri e Merico

Notificati nove avvisi di chiusura indagini fra ex amministratori pubblici di Gallipoli e Parabita, dirigenti e rappresentanti sindacali. Fra le contestazioni, il mancato sgombero del teatro Garibaldi occupato dal clan Padovano

Auto dei carabinieri dentro Parabita.

GALLIPOLI/PARABITA - Sono nove i nuovi avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura di Lecce, notificati questa mattina dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’indagine “Galatea”. Si tratta del quinto stralcio di un’inchiesta di più ampio respiro, che verte su vari filoni. L’operazione del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri è nota soprattutto per aver messo a nudo le attività del Clan Padovano della Scu, egemone nel territorio di Gallipoli e comuni vicini.

Tuttavia, nello sviluppo delle indagini, gli investigatori dell’Arma hanno anche individuato altri fatti sui quali hanno posto la lente, facendo emergere presunti illeciti di amministratori pubblici, dirigenti e imprenditori, nella gestione di appalti e nelle procedure di nomina delle cariche dirigenziali. In questo nuovo filone gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di concorso in rifiuto di atti d’ufficio, abuso d’ufficio e distruzione aggravata di atti veri.

Fra i nomi nuovi che compaiono nell’indagine del Ros ci sono quelli di Giuseppe Venneri, ex sindaco di Gallipoli (centrodestra), e l'ex segretario generale del Comune jonico, Guido De Magistris, per concorso in rifiuto di atti d’ufficio. Secondo le accuse l’ex primo cittadino e l’ex dirigente avrebbero rifiutato un atto del loro ufficio, che sarebbe dovuto essere adottato senza ritardo. S’ipotizza che entrambi avessero avuto per tempo (secondo il Ros, almeno dal mese di aprile 2011), piena conoscenza dell’occupazione abusiva del teatro comunale “Garibaldi”, di proprietà comunale, da parte della famiglia Padovano. Tuttavia, non avrebbero attivato lo sgombero, nonostante il danno erariale procurato alla stessa amministrazione comunale.

Giuseppe Venneri-3-2La famiglia del boss Padovano, infatti, aveva occupato una porzione del teatro comunale, dov’era stata ricavata un’abitazione, sin dal 1972. Solo nell’aprile 2012 il commissario prefettizio, subentrato dopo la caduta della Giunta, messo al corrente della vicenda, ha intrapreso un’iniziativa amministrativa, tuttora in corso, per rientrare in possesso dell’immobile.

IL FILONE DI PARABITA

Gli altri indagati – e qui si cambiano comune e situazione - sono un rappresentante territoriale, quattro rappresentanti sindacali del Coordinamento sindacale autonomo enti pubblici del Comune di Parabita, l’ex sindaco Adriano Merico (centrosinistra) e Mirko Vitali, dirigente dello stesso ente, a quali è stato contestato il concorso in abuso d’ufficio.

I primi cinque, in qualità di componenti di parte sindacale della delegazione trattante, riunitasi il 30 luglio del 2009 presso il Comune di Parabita, in concorso con gli altri due e – secondo quanto contestato dagli investigatori - in violazione dei doveri di garanzia, imparzialità e indipendenza propri della funzione amministrativa, oltre che in violazione delle disposizioni di legge sull’organizzazione e disciplina degli uffici e dotazioni organiche, avrebbero procurato al dirigente un ingiusto vantaggio.

Quest’ultimo, già in servizio a tempo parziale presso il Comune di Parabita, aveva ricevuto la trasformazione del proprio rapporto di lavoro a tempo pieno. L’ente, tuttavia, formalmente non avrebbe provveduto a comunicare alle organizzazioni sindacali la volontà di modificare il fabbisogno di personale (anno 2009), ricorrendo alla trasformazione a tempo pieno del rapporto di lavoro. In questo modo, sarebbero risultati inadempiuti gli obblighi di legge in materia sindacale.

L’ex sindaco e il dirigente erano peraltro già stati rinviati a giudizio nel 2010, per concorso in abuso d’ufficio, proprio per l’illegittima assunzione a tempo parziale del dirigente stesso presso il Comune di Parabita, nell’ambito del più ampio filone d’inchiesta relativo alla gestione di appalti pubblici ed alle procedure di nomina di pubblici dirigenti, che portò anche all’arresto di un altro ex primo cittadino di Gallipoli, Flavio Fasano, e di un imprenditore, nonché all’emissione di altri provvedimenti non cautelari a carico di altre persone. Il processo presso il Tribunale di Lecce, in questo caso, è ancora in corso.

Il già citato dirigente del Comune di Parabita, Vitali, è indagato anche per soppressione aggravata di atto vero. Ovvero, dopo aver partecipato in qualità di responsabile di settore dell’ente alla riunione di delegazione trattante del 1° marzo 2010, avrebbe distrutto l’originale del relativo verbale già sottoscritto da alcuni partecipanti, atteso che in quella sede altri responsabili di settore ed altri rappresentanti sindacali avrebbero denunciato le irregolarità commesse in occasione della sua assunzione a tempo pieno, avendo – sempre secondo gli investigatori - peraltro commesso il reato per nascondere l’abuso d’ufficio.

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